Una recensione di Alfredo Del Monte, “Il miracolo degli ebrei” – di Giacomo Costa

venerdì, settembre 18, 2015
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Una recensione di Alfredo Del Monte, Il miracolo degli ebrei, Bonanno Editore, Acireale, 2014,

1.La durata delle religioni

Ricordo di aver sentito un monsignore sostenere, tanti anni fa, che la permanenza nei secoli del cattolicesimo, soprattutto se visto come prosecuzione-derivazione dell´ebraismo, presentava  tratti di miracolosità storica. Questa osservazione doveva essere necessariamente estesa a ebraismo e protestantesimo, ciò che riduceva l´eccezionalità della prestazione del cattolicesimo, e  gettava un´ombra di dubbio sulla plausibilità dell´affermazione stessa. Machiavelli, quanto a lui, pensava che il cattolicesimo (ma non necessariamente il protestantesimo) avesse i secoli, se non i giorni, contati, e che fosse già stato più volte sul punto di estinguersi.  Perché non allargare il  confronto?  Il buddismo non è meno antico del cristianesimo, o, se vogliamo, del filone giudeo-cristiano. Per non parlare dal ceppo da cui il buddismo si staccò, l´induismo. Vi è questa strana differenza tra queste due religioni: l´induismo non si è lasciato scalzare dal buddismo in India, ma dall´India non si è mosso: il buddismo ha circolato in gran parte dell´Asia, dando luogo a innesti altamente creativi in Cina, Giappone, ecc. Lo zoroastrismo, la religione dominante in Persia sino alla conquista musulmana, si è ridotto ad essere una religione di minoranze, e qualunque vitalità teologica avesse conservato fu ceduta all´Islam. Ma non e’ morto.   Pare che le religioni possano declinare lentamente, piuttosto che sprofondare di colpo.  Persino quella dei samaritani, per la quale non vi è un nome proprio, conserva degli aderenti nel XXI secolo in alcuni villaggi della Siria.  Non vi è alcun miracolo nella durata delle religioni.

2. Una religione nazionale

Ma il supposto “miracolo degli ebrei” non sarebbe la sopravvivenza di una religione, ma di un popolo, o, come Del Monte scrive (p. 18), di una nazione. Il rapporto tra il popolo ebraico e la sua religione, l´ebraismo, è però alquanto diverso da quello tra, poniamo, il popolo francese (o spagnolo, o italiano) e il cattolicesimo. Da un lato, il popolo francese e’ perfettamente identificabile senza alcun riferimento alla sua religione principale: è costituito dagli abitanti della Francia; dall´altro, il cattolicesimo  non ha nulla di particolare da dire o da proporre o da garantire ai francesi, e, conversamente, si reggerebbe perfettamente anche se i  francesi si dileguassero o abiurassero in massa: un immenso vuoto che invano il re di Francia si sforzava di colmare, facendosi chiamare “il re cristianissimo”. La “Nuova Alleanza” è tra Dio (forse nella persona del Figlio piuttosto che in quella dell´incolore devitalizzato Padre)  e l´umanità.

(continua a leggere il testo qui)

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