La filosofia e il futuro dell’Europa – Roberta De Monticelli al convegno “Migrazioni nell’Europa che cambia”

sabato, novembre 21, 2015
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Pubblichiamo volentieri l’intervento di Roberta De Monticelli durante il convegno “Migrazioni nell’Europa che cambia”, che ha avuto luogo presso l’Università degli Studi di Milano il giorno 20 novembre e che è stato promosso dalla Facoltà di Scienze Politiche della stessa Università, da Antonio Longo dei Federalisti Europei e da Libertà e Giustizia.

 

1. Quale idea di filosofia?

Un tema, il nostro, così arduo e complesso da far tremare le vene ai polsi un povero filosofo, che non vorrebbe aprire bocca se non dopo essere stato istruito dei fatti – fatti geopolitici, geo- economici, sociali, storici, di diritto pubblico e di diritto internazionale di cui è fatto questo “mutamento epocale”.

Campa cavallo allora – ed è forse anche per questo che la filosofia fu chiamata da Hegel la nottola di Minerva. Ma nella frase di Hegel c’è ben altro che il senso di inadeguatezza che prova di fronte alla complessità del reale chi non ha strumenti concettuali, scientifici, per dirimere la complessità dei fatti.

Quella di Hegel è una tesi sul rapporto fra gli ideali e la realtà, le forze “effettuali”. La filosofia esprime gli ideali. E perciò stesso non è in grado di afferrare il senso dei mutamenti, tanto più epocali, mentre avvengono, ma solo a giornata conclusa, quando il mondo ha per così dire già voltato pagina. Perché solo allora, nella realtà cui il mutamento ha dato luogo, lo spirito del mondo si è “inverato”. Insomma, è la realtà vincente, qualunque essa sia, che spiega il senso del passato. “Tutto il reale è razionale” in fondo vuol dire questo. La storia non sono i filosofi che la fanno: e come le forze realizzano le idee in gioco, il filosofo lo capirà soltanto a fine partita.

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