La lettera smarrita. Al Presidente del Consiglio in occasione della sua visita al San Raffaele

martedì, settembre 27, 2016
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Signor Presidente del Consiglio,

chi le scrive è una postina, e le scrive per riproporre alla sua attenzione una specie di lettera che la Senatrice Elena Cattaneo le aveva indirizzata su “Repubblica” del 23 settembre scorso: eccola qui sotto. Non è stato possibile recapitargliela oggi in occasione della sua visita al San Raffaele, anche se è un vero peccato che, a quanto pare, nessun altro gliel’abbia consegnata prima del bellissimo discorso che ha tenuto oggi sulla ricerca italiana e sul suo futuro. Gliela riassumo quindi per sommi capi, per il caso che, durante la prossima visita, se ne possa parlare – la prego di non inquietarsi se così facendo sembra io oltrepassi i limiti delle mansioni di un semplice portalettere, ma di questo mi scuserò più tardi.

Dunque la Senatrice Cattaneo si rallegra molto del cambio di rotta con cui il Governo ha accolto parte delle critiche rivolte nei mesi scorsi alla gestione del Progetto Human Technopole, stabilendo che un ente terzo veglierà all’assegnazione dei fondi pubblici ai progetti e agli enti che più lo meritano, secondo le note procedure dei public calls, distinti dai phone calls con cui si invitano amici e sodali ai banchetti. Resta a quanto pare il mistero di due anni in cui, con ingenti finanziamenti, il centro originariamente designato per dirigere ogni cosa – l’IIT – dirigerà…. l’attesa dei veri e propri bandi internazionali che saranno emessi dall’ente terzo. Due anni in cui gli spazi necessari allo HT verranno approntati: quindi ci si chiede per cosa erogare da subito ingenti fondi all’organismo cui erano stati promessi, come e sulla base di quali procedure sarà controllata la loro distribuzione da parte di quest’ultimo (se non sono ammissibili le semplici telefonate), cosa poi HT farà del personale imbarcato in questa fase diciamo aurorale, prima che si sappia quali progetti e quali enti saranno effettivamente selezionati. Infine Elena Cattaneo osserva: “non è chiaro come questo disegno “milanese” interagirà con la ricerca nazionale e quali sono i piani del governo per i laboratori di valore già esistenti in altre università italiane [segue una lista di non auto-proclamate eccellenze]” – e come risolverà il caos permanente degli enti di ricerca italiani, in particolare quelli pubblici come il CNR.

Ecco: quest’ultimo punto era forse il più pertinente al senso della sua venuta a Milano, signor Presidente del Consiglio, anche perché le avrebbe dato l’occasione di distinguersi, con fiorentino senso dell’umorismo, dalle tesi dell’attuale Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, di nomina governativa, Walter Ricciardi: che ci ha da poco fatto sapere che un sì al referendum sulla riforma costituzionale rilancerà la ricerca italiana (buona notizia, dopo quelle secondo cui il sì farà montare il PIL come la panna, aiuterà a combattere il terrorismo e, notizia di oggi, la indurrà a raddoppiare la quattordicesima alle pensioni basse).

Sì, perché lei ci ha parlato molto del nostro San Raffaele, di Human Technopole e di Milano. E ha lamentato vent’anni passati in cui è mancata la “visione” del futuro, al quale invece ha promesso che per i prossimi vent’anni vorrà “rivolgere la testa”. Ebbene, se quella sorta di lettera le fosse stata consegnata prima, forse una lieve perplessità rispetto all’affettuoso messaggio da lei rivoltoci – aiutatemi ad aiutarvi – avremmo potuto sollevarla. Non ho dubbi che tutti, al San Raffaele, faranno del loro meglio per continuare a meritarsi una nomea di eccellenza speriamo presto verificata (per Human Technopole però non prima di due anni, se ho capito bene: o forse non ho capito bene?); ma alcuni di noi avrebbero forse potuto obiettare che non c’è visione del futuro che non sia anche visione di idee – e quali siano le sue idee, caro Presidente, sui punti sollevati sopra, è questione che ad alcuni di noi sta molto a cuore.

A proposito: grazie di essere venuto a trovarci. Come forse lei non sa alcuni postini di idee lavorano all’Università Vita Salute San Raffaele, accanto ai loro studenti, che sono gli studenti di Filosofia. Oggi pareva che nessuno gliel’avesse detto, che in cima al sogno del discusso (quanto a ragione, discusso!) ma geniale fondatore di questa Università c’eravamo anche noi. Oggi le hanno proiettato sul maxischermo uno spot come quello che compare anche – tutto nuovo – sulla pagina web della nostra Università. Vi si vedono, sull’ampio piazzale che ha per sfondo la “basilica” della scienza e della ricerca, con il suo angelone San Raffaele svettante nell’azzurro, una miriade di figure forse impazzite dall’entusiasmo, che freneticamente schizzano come proiettili in tutte le direzioni: sembra l’ora di punta della Celerità, o l’esplosione atomica del Fare Comunque. Ecco, il nostro ruolo di postini delle idee invece sarebbe quello di suggerire – come dirlo brevemente? – un po’ di slow down. Una punta di perplessità. Un attimo di sosta, quello che basta a leggere una lettera – o ad ascoltare una domanda: Perché? Per chi? Con quali ragioni?

Leggi anche Technopole, l’idea c’è ma manca il metodo di Elena Cattaneo (la Repubblica, 23/09/2016) e alcuni post sul tema qui.

Si segnala anche la prossima uscita di

Elena Cattaneo, Josè De Falco José Andrea Grignolio Ogni giorno. Tra scienza e politica, Mondadori, Milano.

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