Una riflessione sorprendente

mercoledì, ottobre 19, 2016
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Il respiro morale e civile non è la prima cosa che attribuiresti a una persona che nell’immaginazione popolare è la quintessenza del “tecnocrate”, e l’adepto di una “scienza triste” per di più…. Lo cercheresti piuttosto nei filosofi, o almeno in quelli che ancora credono che le nostre povere armi critiche e logiche, oltre che etiche, possano essere anche messe al servizio della ragione pubblica – come la chiamava Kant. Ma sembra che la maggior parte dei filosofi, in erba o maturi, di mestiere o di passione, preferiscano il silenzio – almeno qui, dove speravamo di suscitare, a vantaggio della nostra piccola comunità, un po’ di dibattito: pare proprio che il destino della nostra Costituzione interessi a ben pochi. E’ con tanto maggior piacere che riprendiamo qui l’intervista a Mario Monti uscita sul “Corriere” (18/10/2016). E’ un esercizio di libero respiro, da cui estraggo tre frasi degne di un vero uomo di Stato:

«Di solito, l’adozione di una nuova costituzione corrisponde ad una fase di forte rinnovamento morale e civile, di nuove speranze, di archiviazione di metodi consunti che hanno fatto il loro tempo e spesso i loro danni».

«Ci possono essere risparmi nel costo della politica in senso stretto, ma il vero costo della politica non è quello, che pure si deve ridurre, per il personale della politica. È nel combinato disposto fra la costituzione, attuale o futura, e metodo di governo con il quale si è lubrificata da tre anni l’opinione con bonus fiscali, elargizioni mirate o altra spesa pubblica perché accettasse questo. Ho riflettuto a lungo in proposito».

«A me risulta impossibile dare il mio voto ad una costituzione che contiene alcune cose positive e altre negative, ma che – per essere varata – sembra avere richiesto una ripresa in grande stile di quel metodo di governo che a mio giudizio è il vero responsabile – molto più dei limiti della costituzione attuale – dei mali più gravi dell’Italia : evasione fiscale, corruzione, altissimo debito pubblico».

Leggi l’intervista qui.

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Un commento a Una riflessione sorprendente

  1. martedì, novembre 15, 2016 at 01:57

    Esco dal dibattito articolato su particolari e contenuti inerenti il merito della Riforma, per Osservare il problema facendo Distanza. E parto da alcune riflessioni di persone più preparate ed autorevoli di me:

    1. Corrado Augias, su “la Repubblica” del 1/7/16 così rifletteva: “è giusto affidare alla volontà popolare diretta qualunque tipo di decisione? … No, risponde la maggior parte dei costituzionalisti. Ci sono argomenti complessi che non possono essere affidati ad un voto diretto di necessità disinformato e umorale. Si possono affidare a questo tipo di voto temi anche complessi, ma che ognuno possa comunque risolvere dialogando… con la sua coscienza: vogliamo introdurre o no il divorzio? Le donne possono, in una certa misura e con i dovuti limiti, abortire?”;

    2. Schopenhauer scriveva: “In un mondo in cui almeno cinque sesti degli uomini sono furfanti, folli o babbei… “ ed in una miniricerca che ho svolto ho rilevato che Schopenhauer era anche generoso;

    3. Nel 1700 Kant sosteneva che l’uomo dovesse ancora uscire dal suo stato di “minorità che egli deve imputare a sé stesso. Minorità è l’incapacità di servirsi del proprio intelletto senza la guida di altri” e, alla fine del XX secolo, l’altro ieri, Alice Miller ha scritto che «la maggior parte delle persone… vivono nella propria situazione infantile, irrisolta o rimossa» e nulla è cambiato, per quanto riguarda l’Umanità nella sua crescita, in ben 300 anni di post-Illuminismo. La maggior parte degli adulti, lo sono solo per età anagrafica, senza la corrispondente maturità psicologica e spirituale. E Jung: “Non è possibile vivere troppo lungamente nei dintorni infantili senza mettere la propria salute in pericolo… La vita ci chiama in avanti verso l’indipendenza e chiunque non facesse attenzione a questa chiamata, per pigrizia o per timidezza infantile, sarebbe già contagiato dalla nevrosi”;

    4. La fantastica e coincisa legge del Cipolla individua negli “stupidi”, coloro che oltre a far danno a sé stessi, ne fanno agli altri. Per contro, gli “intelligenti” cercano di procurare un vantaggio per sé e gli altri. Sono fuori trattazione i ”briganti” che ricavano vantaggi per sé a danno degli altri. Così gli “sprovveduti” che fanno danno a sé stessi, procurando vantaggio agli altri. Tanto premesso, con la Brexit, gli inglesi hanno recato danno a sé ed agli altri, corrispondendo esattamente alla categoria degli ”Stupidi”.

    5. Per dirlo con Nietzsche, come riporta, nel suo bell’articolo Ezio Mauro su “Repubblica” di sabato 25/6/16: ”La decadenza è scegliere istintivamente ciò che è nocivo, lasciarsi sedurre da motivazioni non finalizzate”.

    Con tali premesse non posso pensare che Renzi si sarebbe avventurato nella promozione della Riforma, con grave rischio di insuccesso come è avvenuto per Cameron con la Brexit, se non come ultimo disperato tentativo per uscire dalle secche di impotenza e dalle lunghe e reiterate inconcludenze cui il Parlamento lo costringe, per la difesa degli interessi privati (non c’è più, com’era nel pensiero greco, il collegamento tra l’individuo e la Comunità di appartenenza), la lotta per il Potere, la difesa dei loro piccoli ‘feudi’… È pur vero che, forse, la Riforma lo possa portare ad aver più Potere, per cui subito si levano i timori di autoritarismo, ma la possibilità di governare efficacemente dovrebbe pur consentire un procedere sciolto e delle scelte su cui non siano i troppi ad intervenire. La saggezza popolare esprime che “quando ci sono troppi galli a cantare, non si fa mai giorno”.

    E, allora, abbiamo un rischio da correre se vogliamo avventurarci sulla strada dell’evoluzione. Nulla può partire perfettamente definito fin dall’inizio, è umanamente impossibile e con il rimandare in continuazione cercando il meglio si fa danno al bene. L’unica cosa che nella vita privata e pubblica non cambia è il cambiamento, per cui o ci si evolve o ci si degrada. L’intelligenza e la fiducia in sé stessi dovrebbe guidare i tentativi, sapendo che si procede per successi ed errori e che si è in grado e capaci, da soli o con l’aiuto di altri, di far fronte agli errori.

    Sono stato commosso da quel che Mauro Calabresi ha scritto, all’indomani della Brexit, ai giovani: “Aprite gli occhi, guardate lontano e pretendete un’eredità migliore dei debiti. Vogliamo avere pace, speranza e libertà, non rabbia, urla e paure. Tappatevi le orecchie, non ascoltate gli imbonitori e pretendete politici umili, persone che provino a misurarsi con la complessità del mondo e siano muratori e non picconatori”.

    Al di là dei particolari legislativi quel che più conta è la Cultura sociale che si sa coltivare e che determina lo sviluppo ed il progresso, e noi, dopo 20 anni di Berlusconismo in cui si sono coltivati dis-valori, Renzi, al di là delle inevitabili imperfezioni, proprie di ognuno di noi, porta avanti ed esalta i“valori” giovani, come determinazione, coraggio nonostante le paure, assertività, iniziativa, imprenditorialità, intraprendere affrontando il rischio e procedendo sia pure per prove ed errori da correggere… Ed è con l’esempio che i Genitori educano i figli, più che con le regole, Leggi…

    E, allora, perché attardarsi all’infinito nel dibattito popolare stando nella ‘pancia’ e Dipendenza con l’attenzione al solo ‘pollaio’ nostrano, reclamando la ‘pappa’ bella e pronta, senza sollevare lo sguardo per guardare alla Realtà, al mondo in cui c’è una Crisi EPOCALE in cui gli economisti si dibattono, guardando agli strumenti del passato per uscirne. È come guidare l’auto guardando nello specchietto retrovisore: disastro assicurato!!!

    Perché non provare, con coraggio, a gettare il Cuore oltre l’ostacolo???

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