Il referendum e quella propaganda che fa leva sulla paura – di Nadia Urbinati

lunedì, 7 Novembre, 2016
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A proposito dell’importanza del dibattito sulle ragioni del Sì e quelle del No quando è in gioco la Legge fondamentale di uno Stato, contro le paure e le pressioni emotive più infondate, segnaliamo e volentieri riprendiamo questo articolo di Nadia Urbinati, Kyriakos Tsakopoulos Professor of Political Theory al Dipartimento di Scienza Politica della Columbia University, che l’anno prossimo insegnerà come Invited Professor anche all’Università San Raffaele.

 

Il referendum e quella propaganda che fa leva sulla paura

di Nadia Urbinati

In una “Lettera aperta ai coordinatori dei circoli del Pd” del 13 ottobre scorso, i Democratici per il No argomentavano il loro dissenso con la dirigenza del loro partito affidandosi al “Manifesto dei valori del partito democratico” approvato il 16 febbraio 2008 (firmato tra gli altri, da Alfredo Reichlin, Giorgio Ruffolo, Pierluigi Castagnetti, Piero Terracina, Paola Gaiotti de Biase).

Questa l’idea centrale del Manifesto: “la sicurezza dei diritti e delle libertà di ognuno risiede nella stabilità della Costituzione, nella certezza che essa non è alla mercé della maggioranza del momento, e resta la fonte di legittimazione e di limitazione di tutti i poteri. Il Partito democratico si impegna perciò a ristabilire la supremazia della Costituzione e a difendere la stabilità, a mettere fine alla stagione delle riforme costituzionali imposte a colpi di maggioranza”.

Parole che non hanno bisogno di commento e che ci convincono senza troppi giri di parole a votare No (anche se alcuni dei firmatari oggi sono schierati con il Sì). Ma più interessanti, e inquietanti, sono le parole con le quali la “Lettera aperta” si chiude: “Queste parole basterebbero per dare un giudizio sul metodo scelto per arrivare a una modifica così importante della Costituzione. Ma queste parole dovrebbero soprattutto servire a convincere della bontà, nelle settimane che ci separano dal voto, di favorire nei circoli che voi coordinate confronti tra le ragioni del Sì e le ragioni del No: del confronto tra le diverse posizioni e delle idee, in particolar modo sui temi costituzionali, non si deve e non si può avere paura.” (continua a leggere l’articolo pubblicato su L’Huffington Post qui)

 

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