“Che cos’è la fenomenologia? Movimento, mondo, corpo”. Raccolta antologica del pensiero di Jan Patocka

giovedì, marzo 18, 2010
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Che cos’è la fenomenologia? Movimento, mondo, corpo, Edizioni Fondazione Centro Studi Campostrini, Verona, 2009. A cura di Giuseppe Di Salvatore. Postfazione di Renaud Barbaras. Traduzione di Giuseppe Di Salvatore, Eva Novakova, Milena Fucikova.

Esce per i tipi della collana “Il gallo di Asclepio” delle Edizioni Fondazione Centro Studi Campostrini la prima vasta antologia di testi fenomenologici di Jan Patocka, certamente il più importante filosofo ceco del secolo scorso, curata da Giuseppe Di Salvatore.

Patocka è conosciuto in Italia soprattutto per la sue riflessioni di filosofia della storia, oltre che per il suo impegno politico come firmatario della Charta 77. Se l’esito tragico della sua critica al regime sovietico in Cecoslovacchia l’ha messo al centro dell’attenzione internazionale, è poco conosciuto in Italia il suo enorme contributo alla filosofia e in particolare alla fenomenologia, di cui è stato tra gli interpreti più originali ed acuti (Patocka è stato tra l’altro uno degli ultimi allievi di Husserl).

Il titolo dell’antologia Che cos’è la fenomenologia? non solo riprende il titolo di uno degli ultimi articoli scritti da Patocka e qui tradotto, ma vuole anche sottolineare il suo approccio problematico alla fenomenologia, in particolare quella husserliana e heideggeriana. La scelta dei testi è stata operata con l’intento di costruire un percorso di lettura che costituisce un’introduzione “critica” alla fenomenologia nella versione originale in cui Patocka la declina. Pertanto si tratta di una scelta che fa emergere la tesi interpretativa avanzata del curatore dell’antologia, secondo la quale è la nozione fisica e metafisica di movimento a costituire l’inaggirabile punto di partenza per una considerazione originale delle nozioni di mondo e di corpo; solo tale considerazione permette di scardinare ogni tipo di visione dualistica della conoscenza e dell’esistenza dell’uomo, così facendo emergere tutta la ricchezza e la complessità della fenomenologia.

In questa antologia, che costituisce più una guida alla fenomenologia che un trattato di fenomenologia, Patocka tocca temi come quello dell’esperienza del mondo, della soggettività del corpo, dell’altro io, del rapporto tra percezione e movimento, dialogando anche con autori classici come Aristotele, Cartesio, Kant, e mantenendo spesso un illuminante andamento didattico.

Che cos’è la fenomenologia? Movimento, mondo, corpo costituisce certamente una lettura indispensabile per la comprensione adeguata delle riflessioni patockiane di filosofia della storia e di filosofia politica, che altrimenti rischiano di restare delle speculazioni prive di una precisa base filosofica. Inoltre essa vuole rispondere a, e stimolare, un rinnovato interesse per una fenomenologia tanto analitica quanto non scolastica, di cui in Italia si sente molto il bisogno.

Introdotta da un testo di Giuseppe Di Salvatore, l’antologia è impreziosita da un bel saggio critico di Renaud Barbaras, massimo esperto e promotore del pensiero di Patocka in Francia.

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Un commento a “Che cos’è la fenomenologia? Movimento, mondo, corpo”. Raccolta antologica del pensiero di Jan Patocka

  1. Francesco Tava
    lunedì, aprile 26, 2010 at 14:43

    Noto con piacere l’attenzione dedicata a una pubblicazione importante, che spero possa dare vita a un ricco dibattito, nei tempi a venire, in merito soprattutto all’interpretazione patočkiana della fenomenologia, intesa appunto come pratica tesa a interpretare la vita dell’individuo a partire dal suo movimento – o meglio, dalla gamma di movimenti – che costituiscono la sua “situazione” nel mondo. Spero, inoltre, che questa non sia che la prima di tante altre, quanto mai necessarie, imprese editoriali, volte a dare luce al pensiero di un interprete del Novecento di cui solo ora si sta comprendendo la reale collocazione nel dibattito europeo. Essenziale la recente pubblicazione, in Francia, di “Europe après l’Europe”, raccolta di scritti filosofico-politici che segnano i presupposti del capolavoro della maturità, ovvero i ben noti “Saggi eretici”.
    Sarebbe interessante discuterne, magari organizzando qualche iniziativa anche con il curatore del volume in questione. Sarei ben felice di dare il mio contributo in questa direzione, essendo un dottorando di ricerca del San Raffaele, il cui progetto di ricerca è orientato precisamente sulla filosofia patočkiana e sul suo impatto nell’ambito dell’esperienza del dissenso europeo.
    Cordialmente,
    Francesco Tava

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