Università Vita-Salute San Raffaele. Lettera per lo Statuto di Ruggero Pardi

martedì, marzo 27, 2012
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Riceviamo e volentieri pubblichiamo dal Prof. Ruggero Pardi, Professore Ordinario di Patologia Generale all’Università Vita-Salute San Raffaele la seguente Lettera inerente la questione della modifica allo Statuto dell’Università.

Vi è unanime consenso tra i docenti sul fatto che il principale obiettivo cui tendere in questa fase sia una modifica dello statuto di Ateneo che, tra l’altro, ridefinisca il ruolo del Rettore e le regole per la sua nomina. Quest’obiettivo, a mio giudizio non negoziabile, non dev’essere per nulla inteso come la volontà da parte dei docenti di esautorare l’Associazione Monte Tabor rispetto alla gestione amministrativa e programmatica dell’Ateneo. Si tratta di individuare lo strumento migliore, accettabile da entrambe le parti per realizzare quest’obiettivo. Le considerazioni che seguono prospettano quindi una soluzione transitoria che, se accettata dall’Associazione Monte Tabor, consentirebbe di superare l’attuale fase di stallo, che non è sostenibile a lungo.

Perché modificare lo Statuto di Ateneo è così importante?

Lo statuto in un certo senso rappresenta la carta costituzionale dell’Ateneo. La modifica del nostro statuto si rende necessaria perché è indispensabile che sia oggi sancita la fine di una fase storica della nostra Istituzione, nella quale vigeva una sorta di monarchia assoluta o di “dispotismo illuminato” e promosso l’inizio di una nuova fase, più partecipativa, nella quale esistano figure istituzionali realmente rappresentative delle professionalità su cui si regge l’istituzione. A queste figure dev’essere data una maggiore possibilità di incidere sulle scelte strategiche e sui piani di sviluppo, in particolare quelli legati al fatto che il nostro Ateneo (come ogni altro Ateneo) deve soprattutto produrre e diffondere cultura, conoscenza e innovazione. È altresì auspicabile prevedere l’esistenza d’istituti di garanzia e di vigilanza che siano realmente tali e che verifichino in modo indipendente la congruità delle attività didattiche, di ricerca e di gestione con i piani di sviluppo dell’Ateneo. Questi cambiamenti sono secondo me ineludibili, sia perché il Fondatore e leader carismatico dell’Ateneo ci ha purtroppo lasciati – e non è in alcun modo sostituibile – sia perché quel modello di gestione, nel quale gli organi deliberanti e di garanzia erano poco indipendenti e poco o nulla coinvolti nel processo decisionale, si è dimostrato, alla prova dei fatti, fallimentare.

Che tipo di organizzazione e di governance esiste in Atenei non statali simili al nostro?

L’estratto del verbale della riunione del CDA dell’Associazione Monte Tabor, che ci è pervenuto insieme alla lettera della Dottoressa Voltolini, recita che: “… le metodologie di nomina del rettore in vigore presso il nostro Ateneo trovano pressoché integrale rappresentazione in tutte le più importanti università private italiane”. E’ davvero così? Ho perciò esaminato – scaricandone l’ultima versione dai rispettivi siti – gli statuti di quattro Atenei non statali giuridicamente assimilabili al nostro, anche se di dimensioni molto diverse: L’Università Commerciale Luigi
Bocconi (UB), La Cattolica del Sacro Cuore (CSC), lo IULM e il Campus Biomedico (CBM), e analizzato elementi riguardanti il CDA, le procedure di nomina e attribuzioni del rettore e del senato accademico e, infine, l’eventuale esistenza di organi di vigilanza e garanzia, e la loro composizione.

Composizione dei CDA. Tutti e quattro gli Atenei sono stati fondati e sono promossi da associazioni private o da Enti Morali: l’Istituto Javotte Bocconi per UB, l’Istituto Giuseppe Toniolo per CSC, la Fondazione Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori per lo IULM e l’Associazione Campus Biomedico, insieme alla CBM SpA per il CBM.

Il CDA di UB ha 9/19 membri rappresentanti dell’Associazione fondativa, quello della CSC 10/18, quello dello IULM 5/10, e quello del CBM da 8/13 a 12/17. Gli altri membri, oltre Ruggero Pardi documento su Statuti Ateneo. 25 Marzo 2012 al Rettore, variano da Ateneo ad Ateneo (si veda in seguito) e possono o no includere altri docenti: UB non li prevede ma almeno tre dei nove rappresentanti dell’Istituto JB devono essere laureati della Bocconi; CSC, oltre al rettore, prevede tre professori di prima fascia eletti nelle varie sedi; lo IULM prevede, oltre al Rettore, il Pro-Rettore e un Preside; il CBM, oltre al Rettore, prevede un docente designato dal Senato. In alcuni CDA è prevista la presenza, con
voto consultivo, di rappresentanti degli studenti.

Ruolo e procedure di nomina del Rettore: ricordo che secondo lo statuto del nostro Ateneo il rettore è nominato dal CDA su indicazione del Presidente dell’Associazione del Monte Tabor, e non è specificato se debba o no trattarsi di un professore universitario. Il suo ruolo è puramente esecutivo (“… provvede all’esecuzione delle delibere del CDA inerenti alla materia scientifica e didattica”). Inoltre convoca e presiede il Senato Accademico e nomina i coordinatori dei corsi di dottorato di ricerca.

Bocconi: il rettore è nominato dal CDA tra i professori di ruolo dell’Ateneo. Abbiamo saputo che la nomina avviene dopo consultazioni informali da parte del Presidente del CDA con il Senato Accademico e i membri del Consiglio Accademico. Il Rettore convoca e presiede il Senato Accademico e il Consiglio Accademico (interessante istituzione), nomina i Direttori degli Istituti e dei Centri di Ricerca, formula proposte al CDA in merito agli indirizzi scientifici e didattici.

Nota interessante, lo Statuto di Ateneo è emanato con decreto rettorale.

CSC: il rettore è nominato dal CDA tra professori di prima fascia di ruolo che abbiano almeno cinque anni di anzianità, nell’ambito di una rosa di candidati composta da 5 nominativi deliberati dal Senato Accademico su proposta dei Consigli di Facoltà, secondo regole stabilite dal Regolamento di Ateneo. il Rettore convoca e presiede il CDA, il Comitato Direttivo (interessante istituzione cui spetta per esempio l’aumento o la diminuzione dell’organico dei docenti e ricercatori), il Senato Accademico e la consulta di Ateneo.

IULM: il rettore è eletto dal CDA tra i professori di 1^ fascia dell’Università su una terna di nomi proposta dal Senato Accademico. In casi eccezionali il rettore, previo parere favorevole della maggioranza qualificata del Senato Accademico, può essere nominato tra i professori di 1^ fascia in quiescenza. Oltre alle attribuzioni consuete cui si aggiunge la vice-presidenza ex officio del CDA, il rettore dello IULM nomina i componenti del Nucleo di Valutazione, sentito il parere del CDA e del Senato Accademico, e presiede il Consiglio dei Garanti, nel quale siede un solo membro dell’Associazione Fondativa su 4-5 membri tra cui il Rettore. Il Consiglio dei Garanti è un organo di vigilanza che esprime parere vincolante sul piano di sviluppo strategico
dell’Ateneo.

CBM: il rettore è nominato dal CDA tra i professori di 1^ fascia in ruolo, fuori ruolo o emeriti, sentito il Senato Accademico. Oltre a quelle “standard”, il rettore non ha particolari attribuzioni. Ruolo del Senato Accademico: va innanzitutto rilevato che alle riunioni del nostro Senato Accademico, convocato dal rettore almeno 4 volte l’anno, partecipano il direttore generale e il direttore amministrativo, quest’ultimo con funzioni di segretario. Non è esplicitato se il direttore generale abbia o no diritto di voto. Il nostro Senato Accademico formula proposte ed esprime pareri in ordine alla migliore attuazione dei programmi di sviluppo dell’Ateneo e propone al CDA l’istituzione di corsi che portano al conseguimento di titoli di studio. Appare evidente anche dalla fraseologia utilizzata nello Statuto che il nostro Senato Accademico è di fatto privo di funzioni realmente propositive.

Bocconi: il SA formula proposte ed esprime pareri sui piani di sviluppo dell’Ateneo; stabilisce gli indirizzi di ricerca. Va considerato che in UB esiste un organo denominato Consiglio Accademico, che è presieduto dal Rettore, non ha componenti dell’Associazione Fondativa, e svolge diverse attribuzioni normalmente in carico al Senato Accademico, compresa
l’approvazione dei budget di scuole ed istituti.

CSC: oltre alle attribuzioni ricorrenti, spetta al Senato Accademico proporre lo statuto ed il regolamento generale di Ateneo e le relative modifiche, e scegliere sulla base delle indicazioni dei CDF i nominativi da proporre al CDA per la nomina del Rettore. Va ricordato che in CSC esiste un Comitato Direttivo, presieduto dal rettore, con 4 membri accademici e 5 dell’Associazione Fondativa che ha attribuzioni importanti ad es. in merito alla attivazione o soppressione di corsi di laurea.

IULM: qui il SA elabora i piani programmatici per ricerca e didattica, da sottoporre al CDA per approvazione; propone la terna di professori per la designazione del rettore; esprime al rettore un parere sulla nomina del Nucleo di Valutazione.

CBM: è lo statuto nel quale il SA ha meno attribuzioni. Il Direttore Generale o suo delegato partecipano alle riunioni del SA con funzioni segreatariali. Istituti di vigilanza, garanzia e trasparenza Membri indipendenti del CDA: la presenza nel CDA di membri realmente indipendenti ed espressione di categorie sociali o professionali rilevanti per lo sviluppo dell’università, oltre che di eventuali Enti finanziatori, rappresenta un primo livello di garanzia, almeno sulla carta. Queste figure, per quanto minoritarie, possono con la loro autorevole presenza influenzare il processo decisionale e garantirne la trasparenza. Nel nostro Ateneo il CDA prevede la presenza di tre membri preferibilmente individuati nella comunità scientifica e finanziaria e di un membro in rappresentanza degli Enti sostenitori (in passato era il rappresentante della Fondazione Aretè, che com’è noto non era indipendente dall’Ateneo).

UB: ben otto membri su diciannove nel CDA sono rappresentanti di Enti coinvolti nella gestione e programmazione dell’Ateneo: MIUR, Comune, Provincia, Fondazione CARIPLO, Camera di Commercio.

CSC: qui i membri esterni sono quattro su 18: tre in rappresentanza di Enti Morali (Santa Sede, CEI, ACLI) e il quarto in rappresentanza del Governo.

IULM: un rappresentante del Ministero degli Esteri e un rappresentante degli studenti.

CBM: un rappresentante del MIUR e un rappresentante degli studenti.

Altri istituti di verifica e di garanzia: a parte il Nucleo di Valutazione, la cui nomina spetta al Senato Accademico in due Atenei su quattro, e il Collegio dei Revisori dei Conti, che sono ovviamente previsti da tutti gli statuti, non esistono nel nostro Ateneo organi di verifica e di garanzia. Vediamo come sono organizzati gli altri Atenei. Dev’essere tra l’altro segnalato che la modalità di gestione di questi Atenei è in generale basata sull’approvazione di piani pluriennali di sviluppo.

UB: è prevista la presenza del Consiglio Accademico e del Consiglio degli Studenti, con funzione di valutazione e di verifica delle attività accademiche. Il Consiglio Accademico, presieduto dal rettore, è una sorta di Senato Accademico allargato, e ha competenze in materia di approvazione dei piani pluriennali di sviluppo, con relativi budget.

CSC: prevede la presenza della Consulta di Ateneo, che è presieduta dal Rettore e comprende 58 membri in rappresentanza di tutte le categorie presenti in Ateneo es esprime valutazioni e pareri su tutte le attività, accademiche e gestionali, dell’università.

IULM: è presente un Consiglio dei Garanti, formato da cinque membri: il rettore, che lo presiede, un rappresentante dell’Associazione Fondativa e uno della Camera di Commercio, più due rappresentanti degli Enti finanziatori. Tra le altre attribuzioni, il Consiglio dei Garanti esprime pareri vincolanti sui piani di sviluppo dell’Ateneo.

CBM: non prevede istituti di verifica e di garanzia.

Quali sono le modifiche più importanti da apportare allo Statuto?

Esprimo in questo caso una mia personale visione. Credo sia evidente dalla pur sintetica descrizione delle forme organizzative e gestionali degli altri Atenei privati che, ad eccezione forse del CBM, esistono nelle altre grandi università private profonde differenze – nel senso di maggiore equilibrio e rappresentatività delle varie componenti – rispetto al nostro Ateneo. Queste differenze sono in buona parte dovute al fatto che lo statuto del nostro Ateneo fu “disegnato” sulle esigenze della particolare struttura di governo della nostra Istituzione, nella quale il potere decisionale e d’indirizzo era, nei fatti, nelle mani di una sola persona. Non si trattava solo di garantire attraverso lo Statuto – giustamente – la continuità dei valori e dei principi ispiratori del Fondatore, ma anche di conferirgli pressoché totale autonomia decisionale e gestionale. Va rilevato semmai che le modifiche recentemente (lo scorso anno) apportate allo statuto hanno ulteriormente radicato questa impostazione, trasferendo il controllo dalla Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor all’Associazione del Monte Tabor ed eliminando tra l’altro il precedente riferimento al “… riconosciuto valore scientifico internazionale” richiesto al rettore. Credo sia ragionevole e non irrispettoso sostenere che quest’impostazione non ha più ragione di essere, se non altro per il fatto che il Fondatore è mancato e non è in alcun modo sostituibile.

La modifica più sostanziale per le ricadute sull’attività didattica e scientifica è quella riguardante il ruolo, le caratteristiche e le procedure di nomina del rettore. Il rettore dovrebbe essere autonomamente nominato dal CDA, in conformità a indicazioni che provengono dal Senato Accademico, e che sono espressione di una consultazione di tipo elettorale con il corpo docente.

È necessario che il rettore sia nominato tra i professori (di ruolo o eccezionalmente fuori ruolo) della nostra università. L’impatto negativo, anche d’immagine, di un Ateneo che non riesce a esprimere una figura interna di prestigio nel ruolo di rettore sarebbe notevole. È necessario che il Rettore non abbia un ruolo puramente esecutivo, ma partecipi con un ruolo di supervisione e d’indirizzo alla stesura dei piani di sviluppo didattici e scientifici, e alla verifica della loro corretta attuazione.

La composizione del CDA dovrebbe riflettere una reale indipendenza di giudizio da parte dei membri non espressione dell’Associazione Fondativa che pure, ad esempio attraverso la nomina del Presidente, potrebbe mantenere un rilevante ruolo d’indirizzo nel CDA. Ciò potrebbe realizzarsi dando a realtà esterne del mondo scientifico e industriale, e a eventuali Enti sostenitori, la possibilità di indicare il proprio rappresentante all’Associazione Monte Tabor.

Ribadisco che queste figure, seppur minoritarie, possono autorevolmente influenzare in senso positivo i meccanismi decisionali e i piani di sviluppo. Non sarebbe altrimenti giustificabile la loro presenza. Potrebbe essere utile prevedere per alcune decisioni (ad esempio la nomina del Rettore e l’approvazione dei piani pluriennali di sviluppo) la necessità di un parere favorevole da parte della maggioranza qualificata degli aventi diritto (ad esempio i 2/3).

Il Senato Accademico dovrebbe dare indicazioni circa la nomina del rettore, come sopraricordato; dovrebbe avere la responsabilità di proporre al CDA i piani pluriennali di sviluppo scientifico e didattico, e le relative modifiche dell’organico dei docenti che si rendono necessarie ai fini della realizzazione di tali piani di sviluppo. Dovrebbe inoltre partecipare alla nomina del nucleo di valutazione.

È infine a mio giudizio utile, anche per il rilancio d’immagine della nostra Istituzione, prevedere l’esistenza di istituti di verifica e di garanzia. Gli statuti di almeno tre dei quattro Atenei paragonabili al nostro offrono illuminanti esempi di come ciò potrebbe realizzarsi.

Come realizzare le modifiche statutarie nella situazione attuale?

Anche in questo caso esprimo la mia personale visione. Occorre in primo luogo rassicurare l’Associazione Monte Tabor circa il fatto che non vi è alcuna intenzione da parte dei docenti di sovvertirne il ruolo nella custodia dei valori del Fondatore e nella partecipazione all’attuazione concreta di tali valori attraverso piani di sviluppo. Ciò è in questo momento garantito dal fatto che l’Associazione nomina il Presidente del CDA ed esprime diversi membri del Consiglio stesso. L’Associazione deve peraltro prendere atto che la programmazione didattica e scientifica dell’Ateneo non può non prevedere funzioni più chiare, sostanziali e incisive dei docenti, attraverso la presenza dei loro rappresentanti in ruoli chiave nella struttura di governance,
e di membri esterni realmente indipendenti.

Riguardo alle procedure con le quali attuare le necessarie modifiche statutarie, i docenti si sono già espressi all’unanimità. Mi preme qui ripetere che questo processo dev’essere garantito da un rettore pro-tempore. Il Senato Accademico non è infatti al momento nelle condizioni di procedere autonomamente in questo senso. Per l’assenza del rettore, innanzitutto, che lo presiede e lo convoca; perché in questo momento il Preside di Medicina riveste ad interim anche il ruolo di Presidente di Corso di Laurea; e infine perché è prevista la presenza in Senato della Direzione Generale e Amministrativa cioè d’importanti rappresentanti della controparte con la quale negoziare le modifiche statutarie. La discussione sulle modifiche statutarie dovrebbe a mio giudizio essere portata sul tavolo del CDA dell’Ateneo, su proposta dei Presidi in quanto rappresentanti della volontà espressa dai docenti. Il Senato Accademico potrebbe essere la sede di elaborazione delle proposte di modifica solo qualora esistesse il rettore e fossero rappresentati tutti i ruoli previsti.

Il rettore pro-tempore, come stabilito all’unanimità, dovrà dimettersi al termine del suo mandato, che è quello di modificare lo statuto e quindi le procedure per la nomina del rettore stesso. La non ricandidatura del rettore è garanzia del suo agire al servizio della causa generale e lo mette al riparo da possibili conflitti d’interesse. Il rettore pro-tempore dovrà essere nominato dall’Associazione Monte Tabor, ma dovrebbe essere figura che esprime il gradimento della maggioranza dei docenti. Io suggerisco, come ho fatto in passato, che si arrivi a questo attraverso una consultazione su chi tra i docenti in servizio o non più in servizio sarebbe disposto a candidarsi, impegnandosi pubblicamente a rispettare il mandato ricevuto dai docenti. Si dovrebbe poi procedere a una votazione, preferibilmente a scrutinio segreto, che porti a convergere su una rosa di nomi da proporre all’Associazione Monte Tabor.

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3 commenti a Università Vita-Salute San Raffaele. Lettera per lo Statuto di Ruggero Pardi

  1. Giulio G.
    venerdì, marzo 30, 2012 at 16:38

    Leggo con interesse questo nuovo post e non posso che citare quanto già commentato in un precedente post ( è possibile fornire un link per evitare ripetizioni?)relativamente al ruolo attribuito ( o meglio non attribuito) alla vera anima dell’ateneo, ovvero il corpo discente, ed al rischio che alcune delle discusse iniziative possano sembrare solo l’espressione di un tentativo oligarchico di gestione del potere da parte del corpo docente.

    Inoltre, mi piacerebbe aprire una discussione costruttiva su e perchè quanto sia effettivamente utile -o anche solo sensato- voler emulare contesti e realtà esterne ad un ateneo “particolare” (nel senso positivo, me lo si conceda). Quant’è la distanza tra il dire e il mare?

    Cito, ad esempio, un episodio. Nella lettera si fa cenno al fatto che l’attuale Preside di Medicina, Prof. Clementi, copra anche il ruolo di Presidente di corso di laurea “ad interim”. Ciò accade proprio perché l’elezione del Presidente stesso pare (non siedo in consiglio, ma sono “rumours” ricorrenti in ateneo e quindi a maggior ragione chiedo conferma della loro veridicità) sia stata più volte impedita dal momento che l’eletto a maggioranza dal corpo docente (non candidatosi ma eletto) sia stato invitato a farsi da parte in favore proprio dello (candidatosi, ma non-eletto!) scrivente che, pur rimanendo unico candidato (quale espressione di democrazia?!) non ha comunque ricevuto il mandato da parte dei colleghi che hanno preferito far mancare il numero legale. Questo episodio, tra gli altri, potrebbe essere uno spunto per discutere di quali siano davvero anche all’interno del corpo docente i conflitti (le “lotte”?!), quali le sincere aree di trasparenza e quali le ombre.

    La ringrazio come sempre per la disponibilità e l’apertura al dialogo.

  2. Giulio G.
    venerdì, marzo 30, 2012 at 17:07

    Dimenticavo una curiosità!

    De Monticelli e Pardi, se toccasse oggi a ciascuno di voi due indicare il nome del nuovo Rettore dell’ateneo, in piena sincerità chi indichereste?

  3. giovedì, aprile 5, 2012 at 23:54

    Verrà molto utile, la fatica di Ruggero Pardi, come gli è del resto stato riconosciuto con gratitudine da molti di noi. Perché il corpo docente ha reso operativa la decisione di esprimere da se stesso, allargando l’elettorato passivo agli emeriti, una figura di rettore di transizione che si assuma pubblicamente l’impegno di modificare lo statuto, e compiuta l’opera dimettersi e non ricandidarsi. È dunque viva la speranza che presto – e Dio sa quanto sia urgente che questo avvenga – emerga una figura che sia di grande levatura scientifica e di assoluta limpidezza etica, che possa rappresentare l’Università e la Ricerca al meglio delle sue ambizioni, e sia capace di sollevarci – con il suo stesso volto e la sua storia – dal disonore in cui recenti disavventure mediatiche e impalpabili fondazioni svizzere hanno, ingiustamente, rischiato di avvolgere tutti noi. Personalmente sono convinta che l’Università nel suo complesso debba una risposta pubblica allo sconcerto della società civile, e con tutte le mie forze spero che sarà presto in grado di darla: tagliando alla radice la possibilità stessa che iniziative del genere “Marcus Vitruvius” rampollino nella penombra. Poiché l’antidoto a questo endemico male d’Italia che sono gli arcana imperii è Francesco, patrono d’Italia e dei suoi mali esperto, che la trovò: “Perché aggredire le tenebre? Basta accendere la luce, e le tenebre si dissolveranno”. Chiudo con un grazie all’illuminato e illuminista Francesco, e a tutti coloro che sono, in ogni ora di ogni giornata, impegnati ad accendere la luce. Ai ricercatori del vero.

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