Appello alla Magistratura a sostegno del Procuratore della Repubblica di Palermo Francesco Messineo

sabato, luglio 6, 2013
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Appello al Consiglio Superiore della Magistratura a sostegno del Procuratore della Repubblica Francesco Messineo.

Da molti anni la città di Palermo cerca, grazie all’impegno delle Istituzioni, di liberarsi dal giogo della mafia. Rilevantissimo è stato il ruolo svolto dalla Magistratura, i cui rappresentanti non hanno esitato ad esporre le proprie vite ai rischi mortali delle aggressioni criminali. Grazie all’impegno di questo potere dello Stato, che ha coordinato l’azione delle altre forze investigative, e della società civile, la collettività ha evitato la capitolazione. I sottoscritti, appartenenti alla comunità accademica palermitana, sentono il dovere di testimoniare gratitudine ed apprezzamento alla Magistratura della loro città per l’instancabile opera prestata per la tutela della legalità. In particolare, reputano doveroso riconoscere al Procuratore della Repubblica, Francesco Messineo, ed alla sua alta figura morale e professionale, il merito di essere stato inflessibile, lucido ed indipendente custode e tutore dei valori fondativi della legalità, contribuendo a mantenere elevatissimo nei cittadini il senso di fiducia nella Giustizia ed alto il prestigio della Magistratura.

Docenti firmatari dell’area giuridica dell’Università di Palermo:

Sergio Agrifoglio (Ordinario Diritto Amministrativo),
Rosalba Alessi (Ordinario Diritto Civile),
Giuseppina Anselmo (Ordinario Diritto Romano),
Carlo Argiroffi (Ordinario Diritto Privato),
Pietro Cerami (già Ordinario Diritto Romano),
Giuseppe Di Chiara (Ordinario Diritto Proc. Penale),
Ignazio Giacona (Ordinario Diritto Penale),
Giuseppe Giaimo (Associato Diritto Privato Comparato),
Giuseppe Liotta (Ordinario Diritto Privato),
Vincenzo Militello (Ordinario Diritto Penale),
Girolamo Monteleone (Ordinario Diritto Proc. Civile),
Luca Nivarra (Ordinario Diritto Privato),
Manfredi Parodi Giusino (Ordinario Diritto Penale),
Beatrice Pasciuta (Ordinario Storia Diritto Med. e Mod.),
Michele Perrino (Ordinario Diritto Commerciale),
Andrea Piraino (Ordinario Diritto Pubblico),
Gianfranco Purpura (Ordinario Diritto Romano),
Salvatore Sammartino (Ordinario Diritto Tributario),
Laura Santoro (Ordinario Diritto Privato),
Raimondo Santoro (già Ordinario Diritto Romano),
Antonio Scaglione (Ordinario Diritto Processuale Penale),
Mario Serio (Ordinario Diritto Privato Comparato),
Guido Smorto (Straordinario Diritto Privato Comparato),
Massimo Starita (Associato Diritto Internazionale),
Antonello Tancredi (Ordinario Diritto Internazionale),
Isabel Ascension Trujillo (Ordinario Filosofia del Diritto),
Giuseppe Verde (Ordinario Diritto Costituzionale),
Francesco Viola (già Ordinario Filosofia del Diritto)

Docenti firmatari di altre aree dell’Università di Palermo:

Roberto Lagalla (Rettore dell’Università di Palermo),
Pietrina Anello (Ordinario Storia Greca),
Mario Aricò (già Ordinario di Dermatologia),
Pasquale Assennato (Prorettore all’Intern., Medicina),
Laura Auteri (Ordinario Letteratura Tedesca),
Nicola Bonacasa (Emerito Archeologia, Accademia dei Lincei),
Antonino Buttitta (Emerito Antropologia Culturale),
Enrica Cancelliere (Ordinario Letteratura Spagnola),
Attilio Carapezza (già Ordinario Letteratura Inglese),
Paolo Emilio Carapezza (Emerito Mus. e Storia della Musica),
Miranda Cuffaro (Ordinario Statistica Economica),
Francesca Di Lorenzo (Ordinario Storia della Filosofia),
Francesco Di Quarto (Ordinario Ingegneria Chimica),
Salvatore Fodale (già Ordinario Storia Medievale),
Antonio Maria Greco (già Ordinario Fisica Matematica),
Mario Giacomarra (Preside Facoltà di Lettere),
Vincenzo Guarrasi (Ordinario Geografia Culturale),
Franco Lo Piparo (Ordinario Filosofia del linguaggio),
Sandro Mancini ((Ordinario Filosofia Morale),
Silvana Miceli (Ordinario Discipline Demoetnoantropologiche),
Giuseppe Nicolaci (Ordinario Filosofia Teoretica),
Salvatore Nicosia (Emerito Letteratura Greca),
Gianna Petrone (Ordinario Lingua e Letteratura Latina),
Giusto Picone (Ordinario Lingua e Letteratura Latina),
Lucia Pizzo Russo (gia Ordinario Estetica delle Arti),
Giovanni Ruffino (gia Ordinario Linguistica Italiana),
Luigi Russo (Ordinario Estetica),
Giovanni Saverio Santangelo (Ordinario Lett. Comparate),
Salvatore Tedesco (Ordinario Estetica),
Renato Tomasino (Ordinario Storia del Teatro)

Docenti firmatari di altre Università:

Corrado Bologna (Ord. Filologia Romanza, Roma Tre),
Giacomo Costa (Ord. Econ. Politica, Univ. di Pisa),
Roberta De Monticelli (Ord. Filos. della persona, S. Raffaele, Milano),
Patrizia Bertini Malgarini (Ord. St. Lingua It., LUMSA, RM),
Aldo Morace (Pres. Com. Naz. Capuana – De Roberto, Univ. Sassari),
Carlo Ossola (Ord. Letteratura Italiana, Collége de France, Paris),
Angelo Pupino (Presidente MOD),
Elisa Romano (Ord. Letteratura Latina, Univ. di Pavia),
Giuseppe Rando (Ord. Letteratura It., Univ. Messina)
Giovanni Serges (Ord. Ist. Diritto Pubblico, Roma Tre).
(LUMSA Roma).

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6 commenti a Appello alla Magistratura a sostegno del Procuratore della Repubblica di Palermo Francesco Messineo

  1. Stefano Cardini
    sabato, luglio 6, 2013 at 18:40

    Qualche contributo per un minimo inquadramento della complessa questione.

    Da Repubblica.it: Il Csm: il procuratore Messineo va trasferito “Fece sfumare la cattura di Messina Denaro” di Alessandra Ziniti; da Libero.it: Così i giudici smontano la tua toga preferita di Filippo Facci; da Il fatto quotidiano: Incompatibile a chi? di Marco Travaglio; da Tempi: Caso Messineo. È il Fatto a smentire la versione di Travaglio di Chiara Rizzo; da Il Foglio: Il processo sulla trattativa stato-mafia è una boiata pazzesca (con il Pdf del saggio uscito su Criminalia di Francesco Fiandaca, giurista ed ex membro laico del Csm), da Panorama.it: Fiandaca: Su Messineo il Csm è in ritardo di Annalisa Chirico.

  2. sabato, luglio 6, 2013 at 22:49

    Ho firmato volentieri l’appello di un gruppo di docenti in difesa del Procuratore della Repubblica di Palermo Francesco Messineo. L’ho fatto non soltanto perché dopo aver ascoltato, a Palermo, una sua conferenza, e dopo averlo personalmente conosciuto in seguito a quell’occasione, ho concepito una stima intellettuale e personale nei suoi confronti: che mi fa pensare con sconcerto a quanto sia facile per quattro pennivendoli imbevuti di rancore demolire l’immagine di un uomo (mi dispiace, ma sto parlando di svariati giornalisti italiani, come si può verificare con una rapida lettura della rassegna stampa che Stefano Cardini ha utilmente messo a disposizione dei lettori dell’Appello, e della levatura logica e morale degli argomenti del loro jeu de massacre). Ho firmato, dunque, non solo per quella ragione, ma anche per l’apparente totale inconsistenza dell’accusa in base alla quale si decide un trasferimento del Procuratore Messineo. Se c’erano altri motivi, etica e logica vorrebberro che fossero detti chiari in una motivazione. Così come ci si aspetterebbero da un giurista come Fiandaca, francamente, proposizioni cristalline e non mezze allusioni punteggiate da “preferisco tacere”: un linguaggio che non sembra propriamente onorare il principio di responsabilità nell’uso delle parole, ma il principio contrario, quello che strizza l’occhio e dice “m’intenda chi può”. E di strizzatine d’occhio in questa Italia avviata a stravolgere la Costituzione a sua insaputa (se va bene ai saggi e al re) io non ne posso proprio più. Ma qual era, appunto la motivazione del CSM? “Subisce l’influenza…”. Dunque un uomo non ha libero arbitrio né autonomia, non agisce in base al proprio giudizio, ma – come in un esperimento mentale sugli zombie, in auge nella filosofia contemporanea, “subisce l’influenza”. Sono millenni che i deterministi tentano di provare che non disponiamo di libero arbitrio: ma che addirittura questa trovata diventasse un’argomentazione giuridica, questo non era davvero prevedibile. Si abbia la mia solidarietà, Procuratore Messineo.

  3. Stefano Cardini
    domenica, luglio 7, 2013 at 02:27

    Devo confessare che, per quel che ho potuto leggere di questa vicenda, non sono riuscito a farmi una salda opinione. Anzitutto perché non sono incline, forse a causa di una certa consuetudine con il mondo giornalistico, a supporre che i pennivendoli siano schierati sempre e solo su un fronte della polemica. Inoltre, perché ammetto sempre la possibilità che di vicende contorte come queste si possano dare resoconti e giudizi diversi anche in buona fede. Infine, perché esiste, ed è non di rado equamente diffusa, anche la disonestà intellettuale gratuita: per ambizione, vanità, superficialità, opportunismo, cinismo, mancanza d’indole e capacità autocritica. Neppure stigmatizzerei troppo sbrigativamente il linguaggio in apparenza allusivo di Francesco Fiandaca (scrivo in apparenza, perché per il resto si capisce abbastanza bene dove vuole andare a parare, soprattutto se oltre all’intervista si legge quanto ha scritto in merito al metodo di conduzione dell’inchiesta della Procura di Palermo sulla cosiddetta trattativa Stato-Mafia). Se avessimo dovuto applicare lo stesso metro a Giovanni Falcone, per dire, l’avremmo dovuto giudicare non meno severamente, infatti. Ma Falcone aveva buoni motivi per parlare in un certo modo. E io non ne so abbastanza per affermare che Fiandaca non abbia i suoi. Spero quindi che questo appello e il pur poco materiale messo a disposizione, offrano soprattutto occasione di riflettere e approfondire una storia, quella della Procura di Palermo, che sarebbe riduttivo schematizzare, come pure spesso nella polemica giornalistica si fa, in un’eterna lotta tra i campioni dell’antimafia e i loro avversari corrotti oppure, viceversa, nello scontro tra i “professionisti dell’antimafia” e i magistrati che in silenzio la combattono sul serio. Le Procure sono in genere più complicate di così.

  4. Antonello Boninfante
    domenica, luglio 7, 2013 at 15:52

    Alcuni organi di stampa hanno ventilato il sospetto che il procedimento nei confronti del dottor messineo sia conseguenza della sua vicinanza ideale al dottor ingroia. Personalmente credo che una magistratura degna di rispetto debba fare scelte inequivocabili. Spero che il trasferimento non avvenga, se non vi sono motivazioni trasparenti ed incontestabili. La presa di posizione dei docenti siciliani solleva ulteriori dubbi

  5. Giuseppe Lo Manto
    lunedì, luglio 8, 2013 at 20:27

    Pur non conoscendo in modo approfondito i fatti che riguardano il Procuratore Capo di Palermo, in città è diffusa l’impressione che gli attacchi accaniti della stampa e le iniziative contro il Procuratore siano effetto di ostilità diffusa, creata in determinati ambienti politici e istituzionali, dalle indagini portate avanti dalla Procura sulla trattativa Stato-mafia; ostilità che trovano alimento anche in prese di posizione di qualche accademico; tutti accomunati dall’intento di evitare che scomode verità di un passato non troppo lontano, ma che si vuole seppellire nella storia, possano riemergere.

  6. Matteo Di Gesù
    sabato, luglio 13, 2013 at 19:15

    Sottoscrivo con grande convinzione (ma anche indignazione e rabbia per le vicende che lo hanno generato e per i modi con i quali sono state ‘raccontate’ da alcuni organi di stampa) ogni parola di questo appello, anzitutto per le ragioni politiche e civili che vi sono espresse. Il fatto di conoscere personalmente da molti anni un galantuomo come Francesco Messineo rafforza ancora di più, se possibile, la convinzione di cui sopra.

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