“Fenomenologia del vissuto” – Lettura dal Diario Fenomenologico di Enzo Paci, Università Vita-Salute San Raffaele, 11 novembre

sabato, novembre 7, 2015
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Volentieri segnaliamo il seguente lettorato sul Diario Fenomenologico di Enzo Paci, che si terrà presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita Salute San Raffaele, il giorno 11 novembre dalle ore 14 alle ore 16.

 

fenomenologiadel vissuto

 
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3 commenti a “Fenomenologia del vissuto” – Lettura dal Diario Fenomenologico di Enzo Paci, Università Vita-Salute San Raffaele, 11 novembre

  1. Roberta De Monticelli
    martedì, novembre 10, 2015 at 16:58

    Con una piccola ricerca sul nostro Lab, ho individuato un altro paio di post che hanno a tema Enzo Paci. Vi segnalo in particolare una mini-antologia dal prezioso, introvabile Diario fenomenologico che si trova qui: http://www.phenomenologylab.eu/index.php/2011/01/diario-enzo-paci/ – E vorrei ancora ringraziare Claudio Fontanari per avercelo regalato, trascrivendo quei passi come un amanuense. Un po’ come ha fatto il nostro Antonio Branca….

  2. giovedì, novembre 12, 2015 at 00:08

    Ancora grazie ad Antonio Branca per la bella iniziativa, la lettura e la presentazione della sua scelta di passi di Paci. E grazie a Stefano Cardini,fondatore del nostro Lab, che ha saputo tradurre due diversi linguaggi – nei limiti del possibile – per consentire agli interlocutori di capirsi meglio, e lo ha fatto con la chiarezza non banalizzante che gli è propria. A me resta un dubbio – non tanto su Paci, quanto sul senso ultimo del “domandare” heideggeriano, che Antonio ci ha proposto.Forse perché penso che ci sia un vincolo alla nostra esperienza e alla sua serietà che anche l’esigenza di chiarezza sui fondamenti non deve spezzare, pena la perdita di senso dell’impresa, e sovente anche di significato delle parole. Spezzare questo vincolo è la tentazione più ricorrente del filosofo, e quella che più vanifica i suoi sforzi. Oggi penso che siano proprio questo vincolo e questa interdizione a definire la fenomenologia rispetto alla maggior parte degli altri stili e metodi di pensiero. E vedo nella scoperta del dono dei vincoli che legano il senso dei nostri enunciati al contenuto intuitivo dei dati delle nostre esperienze la svolta che, nell’età della scienza, potrebbe permettere alla ricerca filosofica di resistere alla banalizzazione, all’ideologizzazione, alla perdita di ambizione cognitiva e di rilievo etico, giuridico, politico che la minacciano. Anzi, che in fondo l’anno già marginalizzata nel panorama intellettuale contemporaneo. Con conseguenze nefaste.

  3. Stefano Cardini
    lunedì, novembre 23, 2015 at 20:34

    Intervengo, scusandomi per il tempo ormai trascorso, soltanto per ringraziare l’acuto e puntuale relatore e i molti che sono intervenuti con le loro riflessioni e le loro domande. È stato appassionante e arricchente confrontarsi con tanti ragazzi sui testi, in apparenza così lontani, di Enzo Paci. E non soltanto perché mi ha riportato alle vibranti discussioni che all’Università degli Studi di Milano si scatenavano tra “heideggeriani” allievi di Carlo Sini e “husserliani” allievi di Giovanni Piana, ma per il piacere di constatare quanto ancora la fenomenologia abbia la capacità, con la sua passione per un rigore non banale e non pedissequamente mutuato dalle scienze naturali, di coinvolgere i ragazzi. Spero sinceramente avrò altre occasioni per ascoltarvi. E magari per leggervi.

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