Elena Cattaneo: “Le mie cinque domande alla città della scienza”

venerdì, dicembre 2, 2016
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Riceviamo e volentieri riprendiamo questo articolo di Elena Cattaneo uscito su “Repubblica” il 29 novembre 2016, che riassume alcune questioni che, ad avviso della Senatrice Cattaneo, sono da prevedere per assicurare la buona riuscita del progetto Human Technopole (HT). In una lettera rivolta a tutti a ricercatori e docenti la Senatrice scriveva:

“Il tema, come saprete, è connesso alla legge di Bilancio in discussione sia per l’istituzione della Fondazione HT che darà corpo al progetto, sia per quanto riguarda la possibilità – a mio avviso “necessità” – di sbloccare e far ritornare alla ricerca pubblica il mezzo miliardo di euro di risorse pubbliche giacente su conti infruttiferi della Banca d’Italia, “versato in eccesso” all’Istituto italiano di tecnologia.

In un contesto di finanziamento della ricerca su tutte le discipline, umanistiche e scientifiche, assolutamente carente – la vicenda dei PRIN è esemplificativa – le dichiarazioni d’impegno del ministro Giannini dello scorso 17 novembre,  durante il ciclo di audizioni in corso in Senato relative all’Affare assegnato n. 827 – “Italia 2040 Human Technopole”, sono una potenziale (ove si passi dalle parole ai fatti) àncora di salvezza nel breve periodo per il sistema della ricerca pubblica italiana.

Molti dei colleghi con cui quotidianamente mi confronto condividono i punti evidenziati, ma affinché questi si concretizzino è essenziale che ci sia una condivisione diffusa e un coinvolgimento informato e responsabile tanto dell’accademia e dei centri di ricerca quanto dei dicasteri interessati.

In vista del prosieguo dei lavori parlamentari sui due temi qui indicati e connessi alla legge di Bilancio, resto a disposizione di coloro che desiderassero ulteriori approfondimenti o che condividono quanto illustrato, per immaginare strategie comuni di singoli o gruppi, per far sì che la questione rimanga viva nell’agenda politica del Paese.

Grata per quanto ciascuno vorrà fare, sensibilizzando i media e i decisori politici con cui è in contatto. Io continuerò a fare la mia parte discutendone anche in Aula”.

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Riportiamo anche i riferimenti della Dichiarazione della ministra Giannini cui la Senatrice si riferisce:

Ricerca: Giannini, impegno a distribuire ‘tesoretto’ Iit

E’ ora di ragionare su possibile destinazione fondi (ANSA) – ROMA, 17 NOV – Il cosiddetto ‘tesoretto’ di 450 milioni dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) potrà essere messo in parte a disposizione al resto del mondo della ricerca italiana. Lo ha detto oggi a Roma il ministro per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Stefania Giannini, nell’audizione in Senato sul finanziamento della ricerca pubblica. “Sono pienamente convinta che sia giunto il momento di ragionare sulla possibile destinazione di questi fondi, da rimettere in gioco per il mondo della ricerca di base. Questa -ha detto il ministro nel corso dell’audizione – mi sembra un’operazione non solo possibile ma auspicabile, me ne farò personalmente carico perchè mi sembra corretto”. (ANSA).
Ricerca: Cattaneo, da Giannini impegno su ‘tesoretto’ Iit
(V. “Ricerca: Giannini, impegno a distribuire …”, delle 17:48) (ANSA) – ROMA, 17 NOV – “Una buona notizia per la ricerca pubblica italiana. Questa mattina nel corso dell’audizione in Senato su Human Technopole, il Ministro Giannini, anche a seguito di un confronto già avvenuto con il Mef, si è impegnato a intervenire sulla destinazione del ‘tesoretto’ di circa 450 milioni di euro, accantonato anno dopo anno dall’Istituto Italiano di Tecnologia”. Lo dichiara la Senatrice a vita e ricercatrice ElenaCattaneo. “Questi fondi, accumulati a fronte dei circa 100 milioni annui versati dallo Stato all’Istituto di Genova in 13 anni e attualmente bloccati su conti infruttiferi della Banca d’Italia, nelle intenzioni del Ministro potrebbero essere utilizzati per finanziare la ricerca di base in tutte le discipline, da quelle umanistiche a quelle scientifiche. Si tratta di denaro pubblico già iscritto al bilancio dello Stato, dedicato alla ricerca pubblica che, dopo anni, tornerebbe finalmente disponibile salvando i progetti e le idee libere di tanti studiosi italiani. Un’operazione che il Ministro ha definito ‘non solo possibile ma anche auspicabile’ e di cui si è impegnata a farsi personalmente carico”. “E’ dal 2006 – aggiunge Cattaneo – che il Parlamento interroga ministri e governi su questo tesoretto. Dopo dieci anni l’esecutivo ha, oggi, la possibilità di intestarsi il più grande finanziamento alla ricerca di base degli ultimi anni e di garantire fondi e continuità alla ricerca di base attraverso bandi competitivi aperti ad ogni idea. Un’occasione che mi auguro sappia cogliere fin dalla legge di Bilancio attualmente in discussione alla Camera”. (ANSA).

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