Origini d’Europa/4 – Stato Moderno

martedì, febbraio 17, 2015
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Stato moderno

Non nasce dal nulla ma riflette alcune acquisizioni fondamentali della Riforma protestante, tra le quali soprattutto la libertà di coscienza ed il concetto di patto.

[…] solo quando si è raggiunta la consapevolezza della propria individualità responsabile e ci si pensa come persona libera, si è indotti a costruire un ordine politico che sia espressione e al tempo stesso salvaguardia di tale libertà.

[…] Dalla concezione che assegna all’individuo la titolarità di diritti innati e inalienabili che gli appartengono in quanto tale prima della sua entrata nella società politica, prende avvio lungo il cammino del mondo moderno il grande progetto della trasformazione da suddito a cittadino […]

[…] la modernità capovolge il modo di intendere il rapporto individuo-Sato […]: lo Stato è fatto per l’individuo e non l’individuo per lo Stato. Si tratta dell’idea che sta alla base del pensiero politico moderno da Hobbes (1588-1679) a Rousseau (1712-1788) […]

[…]il politico non è inteso come un ordine immutabile che discende dall’alto, ma è visto come una costruzione artificiale che si crea dal basso, ad opera di un libero accordo tra gli esseri umani. Perché esista una società organizzata , occorre che vi sia all’origine il progetto liberamente e razionalmente perseguito dagli individui di porre fine alla condizione prepolitica dello Stato di natura e di procedere alla formazione delle istituzioni civili, di modo che i diritti di ciascuno siano salvaguardati da un assetto di leggi positive.

Lo Stato diviene il prodotto di una contrattazione volontaria , non ha altra forma di legittimazione all’infuori del consenso dei singoli e trova il suo limite nella finalità per la quale è stato fondato, che è quella di proteggere le libertà di tutti i cittadini.

[…] La figura dell’individuo morale autonomo viene a correlarsi con la figura del cittadino non costretto da alcun potere politico a comportamenti dissonanti dalla sua coscienza, e che è tale proprio perché si concepisce come soggetto dotato di diritti che lo Stato non solo non può calpestare, ma che anzi ha il dovere di proteggere. (1)

(1) ELENA BEIN RICCO Laicità e democrazia (http://www.claudiana.it/pdf/88-7016-529-saggio.pdf)

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