In ricordo di Ettore Casari

venerdì, giugno 21, 2019
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Martedì 18 Giugno, è morto a Firenze, a 85 anni, il logico e filosofo della scienza Ettore Casari, figura insigne della cultura italiana, professore emerito della Scuola Normale Superiore di cui è stato ordinario dal 1998 al 2006.

Nato a Smarano, in provincia di Trento, il 13 agosto 1933, aveva studiato nelle Università di Pavia (dove si è laureato nel 1955 in Lettere classiche con una tesi sulla logica megarico-stoica) e Münster in Westfalia (dove ha studiato logica e matematica).

Libero docente di Filosofia della scienza dal 1961, è stato incaricato di Filosofia della scienza presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Pavia e di Logica presso quella di Milano.

Ha insegnato poi all’Università di Cagliari e al’Università di Firenze, in cui ha ricoperto anche la carica di Preside della Facoltà di Lettere (1974-75/1976-77) e delegato del Rettore per tutte le biblioteche della stessa università (1982-83/1991-92). Dal 1998-99 è stato chiamato a tenere la cattedra di Logica alla Scuola Normale.

E’ stato socio corrispondente dell’Accademia Nazionale dei Lincei e dell’Accademia delle Scienze di Torino; membro dell’Academia Europea e della Deutsche Vereinigung für Mathematische Logik und Grundlagen der Exakten Wissenschaften. In occasione del suo sessantacinquesimo compleanno la rivista «Studia Logica» gli ha dedicato un fascicolo speciale.

Tra le sue opere principali: Lineamenti di logica matematica (Feltrinelli, 1959, 1982), Questioni di filosofia della matematica (Feltrinelli, 1964, 1976), Introduzione alla logica (Utet, 1997), La matematica della verità, Strumenti matematici della semantica logica, (Bollati Boringhieri, 2006).

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Un commento a In ricordo di Ettore Casari

  1. Roberta De Monticelli
    giovedì, luglio 4, 2019 at 11:34

    Mio dio. Uno rinvia… quando non dovrebbe. Da Casari avevo ottenuto con l’aiuto dell’amico Enrico Moriconi il testo della sua proposta di formalizzazione della Terza Ricerca Logica. Speravo di trovarvi qualche cenno sulla POSSIBILITA’ STESSA di formalizzare (di catturare in qualche forma assiomatica) il principio generatore di una serie infinita di gradi di pregnanza di un intero, dall’arena sine calce della semplice coesistenza degli elementi di una somma mereologica (un aggregato qualunque di oggetti) all’unità di una monade. Ahimé, non ho avuto la forza di studiare abbastanza il suo lavoro per fargli delle domande sensate, e adesso anche questa monade se ne è andata, con altri grandi della mia giovinezza: Giovanni Piana, Amedeo G. Conte…. Arrivederci Maestro. Arrivederci sulle sue pagine, se qualche iddio vorrà.

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