Una e indivisibile. Docenti, ricercatori, studiosi per la Repubblica Italiana contro questa autonomia differenziata

domenica, luglio 21, 2019
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È con grande preoccupazione che i promotori e firmatari di questo Appello, in un contesto politico e mediatico che pare avere perso, oltre che la misura del civile confronto dialettico, anche il senso delle priorità del Paese, decidono di rivolgersi con questa lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ai Presidenti della Camera e del Senato, Roberto Fico e Maria Elisabetta Alberti Casellati, e al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, per chiedere che nella veste di alte cariche dello Stato, richiamino il Governo, il Parlamento, i Consigli Regionali, la Conferenza Stato-Regioni e tutti i partiti rappresentati in detti organi, a fare chiarezza in merito allo stillicidio di notizie vere o presunte attorno al tema della cosiddetta “Autonomia Differenziata” per aprire un qualificato e trasparente dibattito pubblico attorno a una questione di altissima rilevanza per il futuro della nostra Repubblica.

Se infatti dobbiamo prestare fede alle dichiarazioni dei Presidenti di Regione (Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia, che da sole raggiungono il 40% del Pil del Paese) coinvolti in questo fantomatico negoziato, alle indiscrezioni comparse sulla stampa e alle considerazioni critiche più volte formulate al riguardo da non pochi analisti impegnati nei settori in cui prevalentemente i firmatari di questo Appello operano – ovvero la Scuola e l’Università – ci troveremmo di fronte a una sorta di lucrosa secessione strisciante di alcune Regioni del Nord Italia, che aprirebbe la strada a un processo di sottrazione di risorse pubbliche a danno delle Regioni economicamente più deboli, soprattutto meridionali. Si parla di tagli ingenti, che avrebbero ricadute strutturali e di lungo periodo su comparti vitali come Salute, Trasporti, Scuola, Università. Ma anche di tacito consenso alle amministrazioni regionali di aggirare ogni vincolo d’interesse nazionale in settori delicatissimi e cruciali quali l’Istruzione, l’Ambiente e il Paesaggio, l’Urbanistica, i Beni culturali. Se così fosse, gli effetti sarebbero disastrosi per l’Italia, sia per le sue prospettive economiche, approfondendo il divario tra aree geografiche in termini di potenzialità e opportunità di sviluppo, sia per la sua tenuta democratica, scindendo definitivamente gli italiani in cittadini di serie A e di serie B. Pur non essendo privo di fondamento l’argomento secondo cui una parte del Paese, per cause storiche ben note, dipende strutturalmente dalla ridistribuzione delle risorse tra le Regioni, questo non può giustificare la cosiddetta “Autonomia Differenziata”, soprattutto se essa si risolve in una sorta di secessione dei ricchi che abdicasse all’obiettivo di affrontare nodi storici della Repubblica Italiana, come l’inefficienza delle istituzioni preposte alla riscossione fiscale e alla riduzione degli sprechi.

Siamo consapevoli che l’articolo 5 della Costituzione prevede il riconoscimento e la promozione delle autonomie locali, attuando nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo e adeguando i principi e i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento. Allo stesso modo sappiamo che la riforma del titolo V della Carta ha ampliato lo spettro di competenze cui lo Stato può derogare in favore delle Regioni. E tuttavia non possiamo non ricordare anche quanto è contenuto nell’articolo 116, il quale, pur riconoscendo la possibilità di attribuzione di “forme e condizioni particolari di autonomia” anche a Regioni a statuto ordinario – diverse, dunque, da Friuli-Venezia Giulia, Sardegna, Sicilia, Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta – prevede che ciò debba avvenire per mezzo di una legge dello Stato approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, su iniziativa della Regione interessata, ma previa intesa con lo Stato e, in ogni caso, nel rispetto dei principi di coesione e solidarietà sociale richiamati nell’articolo 119, il quale a tal fine istituisce un fondo perequativo per i territori con minore capacità fiscale per abitante e stabilisce come obiettivo la rimozione degli squilibri economici e sociali che ostacolino “l’effettivo esercizio dei diritti della persona”.

Comunque s’intenda dare attuazione al principio di autonomia, riteniamo infine debba avvenire su un piano di parità tra territori e tra cittadini. E che una tale riforma non possa prescindere da un aperto, informato e partecipato dibattito pubblico. Non vorremmo che, di fronte alla difficoltà delle forze politiche e sociali di offrire al Paese un orizzonte unitario sufficientemente condiviso, si arrivasse al basso compromesso di consentire a ciascuno di acquartierarsi nelle aree del Paese di maggior radicamento e consenso elettorale, approfittando dell’autonomia soltanto per consolidare il proprio potere locale, con il rischio di minare il progetto di autogoverno solidale alla base della Repubblica italiana, senza il quale è il suo stesso futuro a essere messo a repentaglio.

Gli estensori:

Stefano Cardini, giornalista, Centro di Ricerca Persona, Università Vita-Salute San Raffaele
Paolo Costa, filosofo
Vincenzo Costa, Professore ordinario di Filosofia Teoretica, Università del Molise
Roberta De Monticelli, Professore ordinario di Filosofia Teoretica, Università Vita-Salute San Raffaele
Carlo Serra, Ricercatore e Docente di Estetica e Filosofia della Musica, Università della Calabria

L’Appello di cui sopra si associa al seguente, pubblicato DOMENICA 16 GIUGNO 2019 sulla pagina Facebook dell’Università Federico II di Napoli e qui scaricabile in formato Pdf:

Contro il regionalismo differenziato scende in campo la Federico II! _ Facebook-1

Chiunque, concordando con le preoccupazioni alle quali s’è qui inteso dar voce, volesse sottoscrivere l’appello, è sufficiente inserisca a suo commento NOME e COGNOME, eventualmente PROFESSIONE e struttura di AFFERENZA, per mezzo della maschera in fondo a questa pagina. L’appello è una bozza alla quale nelle prossime settimane s’intende dare massima diffusione. Ogni commento in calce da parte di chi intenda sottoscriverlo, volto a migliorarla o integrarla, è benvenuto. Se il commento non compare immediatamente è perché è soggetto ad approvazione.

Grazie

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93 commenti a Una e indivisibile. Docenti, ricercatori, studiosi per la Repubblica Italiana contro questa autonomia differenziata

  1. Stefano Cardini
    domenica, luglio 21, 2019 at 08:51

    Giornalista, Centro di Ricerca Persona, Università Vita-Salute San Raffaele.

  2. Emiliano Sfara
    domenica, luglio 21, 2019 at 08:55

    Ricercatore invitato, Institut d’Histoire et de Philosophie des Sciences et de Techniques – CNRS;
    Postdoc in filosofia, Universidade de São Paulo.

  3. Andrea Limardo
    domenica, luglio 21, 2019 at 09:14

    Insegnante.

  4. Roberta De Monticelli
    domenica, luglio 21, 2019 at 09:40

    C’è autonomia e autonomia. Come sottolineano i colleghi giuristi della Federico II di Napoli, questo “regionalismo differenziato” è stato disegnato con “un procedimento inedito e privo di fondamento normativo, che relega il Parlamento in ruolo ratificatorio e che ha tenuto a lungo i contenuti delle «intese preliminari» sotto un velo di fitta opacità”. In altre parole, stiamo subendo un’iniziativa completamente sottratta a un vero dibattito parlamentare e pubblico, che rischia di deferire materie delicatissime a politiche locali indifferenti ai vincoli dell’interesse pubblico: non solo nazionale ma universale. Sarebbe il trionfo del più nefasto dei nostri mali di sempre: l’asservimento delle risorse materiali e ideali della Res Publica al più ottuso e riottoso “particulare”. Per queste ragioni firmo, e spero che i colleghi dell’Università e della Scuola si associno a questa voce critica.

    Roberta De Monticelli – P.O. di Filosofia della Persona – Università Vita Salute San Raffaele

  5. Angela caputo
    domenica, luglio 21, 2019 at 09:58

    Docente

  6. domenica, luglio 21, 2019 at 10:09

    firmo

  7. Elvia Franco
    domenica, luglio 21, 2019 at 10:11

    Inaccettabile la REGIONALIZZAZIONE della scuola.

  8. Emanuele Fadda
    domenica, luglio 21, 2019 at 10:13

    PA Filosofia e teoria dei linguaggi
    Università della Calabria

  9. Davide Rossi
    domenica, luglio 21, 2019 at 10:38

    Davide Rossi
    docente-bibliotecario presso Liceo Classico Statale “L. Ariosto” di Ferrara

  10. Valentina Grassano
    domenica, luglio 21, 2019 at 10:48

    Valentina Grassano

  11. Federica
    domenica, luglio 21, 2019 at 11:48

    Federica Falsini. Docente precaria nella scuola secondaria di I* e II* grado.

  12. Maurizio Midulla
    domenica, luglio 21, 2019 at 12:28

    Docente liceo classico “Vittorio Emanuele II” – Palermo

  13. Edoardo Fugali
    domenica, luglio 21, 2019 at 12:58

    Professore associato, Dipartimento di Scienze cognitive, psicologiche, pedagogiche e degli studi culturali, Università di Messina

  14. Francesco La Mantia
    domenica, luglio 21, 2019 at 13:21

    PA Filosofia e Teoria dei Linguaggi,
    Università degli studi di Palermo

  15. Filippo Indovino
    domenica, luglio 21, 2019 at 13:42

    È un’iniziativa necessaria

  16. Francesco Giomi
    domenica, luglio 21, 2019 at 13:49

    Compositore, insegnante e operatore culturale

  17. Sara Malaspina
    domenica, luglio 21, 2019 at 14:58

    Firmo per fedeltà alla Costituzione.

  18. domenica, luglio 21, 2019 at 15:44

    (1) L’educazione scolastica e la formazione universitaria sono elementi costitutivi dell’identità nazionale, non di quella regionale;
    (2) è inaccettabile che vi siano sistemi formativi ricchi per le regioni ricche e poveri per quelle povere, all’interno dello stesso paese;
    (3) gli effetti negativi della riforma colpiranno l’Italia nel suo complesso, non solo le regioni più povere: il paese è e viene considerato all’estero come un’unità, non come venti nazioni diverse.

  19. domenica, luglio 21, 2019 at 15:51

    Sottoscrivo.

    Alesaandro Benigni
    Docente di Filosofia e Storia

  20. Milos Ciuk
    domenica, luglio 21, 2019 at 15:54

    Lodevole iniziativa

  21. Veronica Petito
    domenica, luglio 21, 2019 at 16:01

    Docente di Filosofia

  22. Francesco Garritano
    domenica, luglio 21, 2019 at 16:20

    Una necessità.

  23. domenica, luglio 21, 2019 at 16:20

    Docente di filosofia

  24. Pietro Ingallina
    domenica, luglio 21, 2019 at 16:25

    Studente al corso di laurea magistrale in Scienze Filosofiche, Dipartimento di Scienze Umanistiche, Università di Catania.

  25. Alessandra Bartoli
    domenica, luglio 21, 2019 at 16:38

    La scuola non deve essere assolutamente regionalizzata.

    Docente precaria nella scuola primaria.

  26. Simone Biondi
    domenica, luglio 21, 2019 at 16:44

    Psicologo-Psicoterapeuta. Docente a contratto.

  27. Vittorio Perego
    domenica, luglio 21, 2019 at 17:12

    Firmato

  28. michelina valenza
    domenica, luglio 21, 2019 at 17:59

    Docente di scuola secondaria

  29. Bruna Mancini
    domenica, luglio 21, 2019 at 18:26

    L’Italia è una e indivisibile. Tutti possiedono gli stessi diritti e gli stessi doveri.

  30. Bruna Mancini
    domenica, luglio 21, 2019 at 18:28

    Letteratura inglese – dipartimento di Studi Umanistici – Università della Calabria

  31. Daniele Bruzzone
    domenica, luglio 21, 2019 at 18:51

    PA Pedagogia generale e sociale
    Università Cattolica del Sacro Cuore

  32. Alessandra Augelli
    domenica, luglio 21, 2019 at 19:36

    Firmo.
    Alessandra Augelli
    Insegnante e docente a contratto, Pedagogia Interculturale, Università Cattolica del Sacro Cuorr

  33. Alberto Cecchetti
    domenica, luglio 21, 2019 at 19:45

    le conseguenze della sciagurata modifica dell’art V della Costituzione devono essere fermate. Salute, Ricerca, Infrastrutture, Scuola e Università devono essere sotto il controllo diretto dello Stato e non possono e non devono essere appannaggio delle singole Regioni, così come non lo possono essere le risorse economiche che vanno a finanziarle. firmo nella speranza di una ulteriore rimodificazione del devastante art V.
    Alberto Cecchetti

  34. Piero Niro
    domenica, luglio 21, 2019 at 20:28

    Professore di Composizione
    Professore di Filosofia dei linguaggi musicali
    Conservatorio Statale di Musica “Lorenzo Perosi” – Campobasso

  35. Alessandra Poggioli
    domenica, luglio 21, 2019 at 21:06

    Sottoscrivo

  36. Maria Assunta Lopes
    domenica, luglio 21, 2019 at 23:59

    L’Italia è Una ed Indivisibile.

  37. Caterina
    lunedì, luglio 22, 2019 at 00:23

    Caterina Pansera – domenica 21 luglio 2019- SOTTOSCRIVO

  38. Roberto Villa
    lunedì, luglio 22, 2019 at 00:39

    Laureato in Archeologia. Aspirante scrittore.

  39. Valerio Vittorini
    lunedì, luglio 22, 2019 at 06:19

    Docente

  40. irene donesC5HC
    lunedì, luglio 22, 2019 at 06:24

    sottoscrivo con convinzione

  41. Mara Adanti
    lunedì, luglio 22, 2019 at 08:37

    Docente di scuola secondaria di secondo grado

  42. Grazia Vicari
    lunedì, luglio 22, 2019 at 09:11

    Docente

  43. Raffaele Ariano
    lunedì, luglio 22, 2019 at 09:48

    Ricercatore Università San Raffaele di Milano

  44. Angela Aurora
    lunedì, luglio 22, 2019 at 10:49

    Sottoscrivo.
    Bibliotecaria dell’Università della Calabria

  45. lunedì, luglio 22, 2019 at 11:26

    Paolo Costa, filosofo, Trento

  46. Demetrio Quattrone
    lunedì, luglio 22, 2019 at 12:26

    No comment. Che cosa dire di fronte a uno “scempio” demagogico e ingiustificabile avvantaggiando chi già gode di buona salute e precarizzando chi già è annosamente in difficoltà?

  47. Patrizia grollino
    lunedì, luglio 22, 2019 at 13:14

    sottoscrivo
    Docente secondaria superiore

  48. Luca Ghirotto
    lunedì, luglio 22, 2019 at 14:50

    Luca Ghirotto, ricercatore, Università di Verona

  49. Francesca De Vecchi
    lunedì, luglio 22, 2019 at 15:11

    Francesca De Vecchi
    Professore associato di filosofia teoretica, università San Raffaele

  50. ANTONELLA Di Bella
    lunedì, luglio 22, 2019 at 15:13

    Mentre qualcuno raccoglie consensi sventolando con una mano lo slogan ” Prima gli italiani”, l’altra mano è impegnata a dividere gli italiani in due serie, quelli di serie A e gli altri in fondo allo stivale di serie B.

  51. Luca Bagetto, Università di Pavia
    lunedì, luglio 22, 2019 at 15:23

    Difendere l’unità del Paese e combattere gli sprechi e le camarille.

  52. Francesca Forlè
    lunedì, luglio 22, 2019 at 16:23

    Francesca Forlè
    Assegnista di ricerca, Università San Raffaele

  53. Alfonso Lanzieri
    lunedì, luglio 22, 2019 at 17:17

    Docente di Filosofia

  54. lunedì, luglio 22, 2019 at 17:32

    Importante!

  55. Antonio Panico
    lunedì, luglio 22, 2019 at 18:10

    Insegnante

  56. Vincenzo Campo
    martedì, luglio 23, 2019 at 07:11

    Avvocato, Agrigento

  57. Paolo Piscina
    martedì, luglio 23, 2019 at 07:57

    Sottoscrivo contro il disastro di una proposta incostituzionale.

  58. Silvia Baglini
    martedì, luglio 23, 2019 at 08:10

    Insegnante

  59. martedì, luglio 23, 2019 at 08:43

    Pedagogista. Già Dirigente scolastico, ricercatore Irre e doc.Univ.di Torino

  60. Dimitris Argiropoulos
    martedì, luglio 23, 2019 at 09:12

    Si tratta di disegno che copia e fonda il modello Bosnia in Italia.

  61. Giorgio Scialla
    martedì, luglio 23, 2019 at 09:49

    Condivido tutto

  62. Laura Cavana
    martedì, luglio 23, 2019 at 09:59

    PA di Pedagogia Generale e Sociale

    Va tutelata l’unità del territorio. Anche una firma può contribuire
    Grazie

  63. Paolo Dante Godio
    martedì, luglio 23, 2019 at 10:04

    Bisogna ricostruire il “Paese” proprio a partire dalla scuola e non accettare ciò che lo divide o, al suo interno, discrimina fra chi ha e chi non ha ecc.. L’”autonomia differenziata” ha la spocchia e l’arroganza di chi crede che il Paese appartenga solo ai privilegiati per censo o a chi pensa che sia giusto e doveroso – che ad una bimba che non può pagare una retta della mensa scolastica – sia dato solo un pacchetto di crackers e non il pasto intero.

  64. Olga Silvana Di Geronimo
    martedì, luglio 23, 2019 at 10:14

    Casalinga

  65. ALFONSO MAURIZIO IACONO
    martedì, luglio 23, 2019 at 11:25

    ALFONSO MAURIZIO IACONO
    professore ordinario di Storia della filosofia.
    Università di Pisa

  66. Giuliano Covetti
    martedì, luglio 23, 2019 at 12:31

    Studente di filosofia, Università di Pisa

  67. Aurelio Cevolotto
    martedì, luglio 23, 2019 at 14:10

    Aurelio Cevolotto, insegnante, liceo Oberdan, Trieste.
    Fermamente contrario alla scuola regionalizzata e al trionfo degli egoismi localistici.

  68. Antonio Lamarra
    martedì, luglio 23, 2019 at 14:29

    Storico della filosofia. Già Dirigente di Ricerca del CNR

  69. Simona Finetti
    martedì, luglio 23, 2019 at 15:08

    Simona Finetti

  70. Giuseppe Naglieri
    martedì, luglio 23, 2019 at 15:10

    Giuseppe Naglieri, dottorando di ricerca in Diritto Costituzionale Comprato presso l’Università degli Studi di Bari, doctorando en Ciencias Juridicas y Sociales por la Universidad de Malaga.

  71. Enrica Ena
    martedì, luglio 23, 2019 at 16:13

    Insegnante scuola primaria

  72. Mariachiara lopez
    martedì, luglio 23, 2019 at 17:12

    D’accordissimo!!!

  73. Eleonora Martorelli
    martedì, luglio 23, 2019 at 17:51

    Ricercatrice

  74. FERRUCCIO DE NATALE
    martedì, luglio 23, 2019 at 18:13

    COME PROFESSORE DI UNA UNIVERSITA’ PUBBLICA DELSUD NON POSSO CHE CONCORDARE CON GLI ESTENSORI DEL DOCUMENTO.

  75. Maurizio Corbella
    martedì, luglio 23, 2019 at 19:39

    Ricercatore di musicologia, Università degli Studi di Milano

  76. Umberto Lozzi
    martedì, luglio 23, 2019 at 20:31

    Insegnante Scuole Superiori (Laureato in Scienze Filosofiche e in Pedagogia).
    Lodevolissima iniziativa. Il rispetto delle autonomie regionali non può rischiare di penalizzare quello delle pari opportunità.Urge mediazione dibattimentale aperta.
    Grazie agli estensori per aver reso noto l’incombente rischio.

  77. Umberto Izzo
    martedì, luglio 23, 2019 at 20:33

    Professore associato di Diritto privato, Università di Trento

  78. martedì, luglio 23, 2019 at 20:51

    Firmo come cittadino, docente di filosofia, fedele alla Costituzione.

  79. Marianna Lambiase
    martedì, luglio 23, 2019 at 21:53

    Maestra scuola primaria ma in primo luogo cittadina che crede nella democrazia

  80. Francesco Bosurgi
    martedì, luglio 23, 2019 at 22:30

    Firmo come cittadino della Repubblica italiana
    Viva la Repubblica, nata dalla Resistenza.

  81. Margherita Giannilivigni
    martedì, luglio 23, 2019 at 22:43

    Condivido le istanze espresse nel presente appello. Tuttavia mi lascia perplessa questo assunto di base: ” Pur non essendo privo di fondamento ľargomento secondo cui una parte del Paese dipende, per ragioni storiche ben note, dalla distribuzione delle risorse tra le Regioni, questo non può giustificare la cosiddetta ‘autonomia differenziata’…” Credo che possano coesistere altri argomenti e punti di vista: ľassunto che serve a giustificare la “secessione dei ricchi” è, a mio modo di vedere, un pre-giudizio, così come il teorema delle regioni “virtuose”….. Per il resto, sottoscrivo ľappello.

    Margherita Giannilivigni, docente di scuola secondaria di secondo grado, Palermo

  82. Cinzia
    martedì, luglio 23, 2019 at 23:11

    In una realtà nella quale la dimensione minima è quella europa, sarebbe assurdo ragionare in termini di regionalizzazione dell’istruzione

  83. martedì, luglio 23, 2019 at 23:13

    Quando la dimensione minima è quella europea, sarebbe assurdo parlare di regionalizzazione

  84. Maria Florio
    martedì, luglio 23, 2019 at 23:13

    Docente scuola secondaria di primo grado.

    Lodevole iniziativa

  85. Maria Florio
    martedì, luglio 23, 2019 at 23:14

    Docente scuola secondaria di primo grado

    Lodevole iniziativa

  86. Domenica Marchetti, Docente
    martedì, luglio 23, 2019 at 23:27

    Sottoscrivo l’appello

  87. Cecilia Storsillo
    mercoledì, luglio 24, 2019 at 05:29

    Insegnante scuola primaria

  88. francesco selicato
    mercoledì, luglio 24, 2019 at 11:12

    già professore ordinario di Urbanistica Politecnico di Bari

  89. Antonio Setaro
    mercoledì, luglio 24, 2019 at 23:12

    Medico

  90. Alexander Hobel
    mercoledì, luglio 24, 2019 at 23:30

    Da precario della ricerca, condivido convintamente la lettera-appello

  91. Domenico Cantone
    giovedì, luglio 25, 2019 at 20:13

    Sottoscrivo l’appello

  92. Marco da Vela
    venerdì, luglio 26, 2019 at 11:58

    Marco da Vela
    Dirigente scuola secondaria di secondo grado in pensione
    Sottoscrivo l’appello

  93. Pierluigi Feliciati
    martedì, luglio 30, 2019 at 14:51

    Ricercatore in scienze documentarie, Università di Macerata

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