L’Europa che vogliamo: Bando per concorso di idee – scadenza prorogata

sabato, 18 Aprile, 2020
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L’EUROPA CHE VOGLIAMO

Concorso di idee bandito dall’Accademia delle Scienze dell’Istituto in collaborazione con l’Alma Mater Studiorum Università di Bologna, il Comune di Bologna, la Regione Emilia-Romagna e con il contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna

La scadenza è prorogata al 31 OTTOBRE 2020

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PREMESSE E OBIETTIVI

1) La Società delle Nazioni (1919), non riuscì ad assicurare un lungo periodo di pace dopo il primo conflitto mondiale che mutò radical- mente l’assetto geo-politico del continente europeo deciso a restare fedele al principio dell’equilibrio delle grandi potenze.

2) Solo dopo la drammatica sequenza di spietate dittature, che ne- garono ogni forma di umanità, e una seconda guerra mondiale che sconvolse l’intero mondo e portò con sé conseguenze destinate a du- rare nel tempo, prese avvio uno spirito di rinascita morale e culturale che animò la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, la quale proponeva all’intera umanità l’esigenza di costruire un argine in difesa di se stessa e di sollecitare le istituzioni di tutti i Paesi e la coscienza dei cittadini a dare attuazione ai suoi principi.

3) Da queste premesse, che trovarono piena conferma nella Costi- tuzione della Repubblica Italiana, nacque la ferma convinzione che dovessero essere evitati gli errori del passato in virtù di una coope- razione fra le nazioni poste su fronti diversi dalle alterne vicende di una lunga storia. Il travagliato percorso che ha condotto all’Unione Europea cominciò dai rapporti economici, ma ben presto si avvertì l’esigenza di sviluppare relazioni volte alla costruzione di un vita so- ciale e culturale fondata sulla salvaguardia dei diritti della persona, sul lavoro e l’istruzione, sull’equilibrio tra ambiente e sviluppo, sulla solidarietà e sull’integrazione.

4) Si giunse così da idee che sembravano consegnate alla sola utopia, come quelle contenute nel Manifesto di Ventotene (Per Una Europa libera e unita) del 1941, al Trattato di Parigi (1951) che dava vita alla Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA), a quello di Roma (1957) che istituì la Comunità europea e, infine, a quel- lo di Maastricht (1992) che vide la nascita dell’Unione Europea. Lo straordinario successo di questo cammino, che trovò una conferma nel Trattato di Lisbona (2007), ha sollecitato l’Europa a riconoscersi come comunità fondata sul rispetto della persona, sulla democrazia e sull’eguaglianza delle opportunità. Valori che hanno garantito ai Pa- esi dell’Unione un lungo periodo di pace e di crescita civile, sociale ed economica che non ha riscontro nella vicenda storica del nostro continente.

5) Negli ultimi anni si sono evidenziati limiti anche notevoli nell’a- zione politica dell’Unione Europea che richiedono certamente rifor- me sostanziali, ma essi non sono tali da offuscare o addirittura can- cellare la stabilità diffusa, la crescita nell’adesione ai valori di paci- ficazione e di sviluppo che costituiscono un punto di riferimento e, per molti aspetti, un modello attrattivo in una fase nella quale la crisi indotta dalla globalizzazione ripropone conflitti e scorciatoie che met- tono in pericolo i diritti elementari degli individui in quanto cittadini del mondo.

6) L’architettura istituzionale e l’assetto funzionale dell’Unione Euro- pea necessitano di sostanziali modifiche e le sue politiche di un mi- glioramento all’altezza delle nuove sfide; a queste l’Italia, che è stata tra i suoi fondatori, non può sottrarsi né venire meno al compito di contrastare l’affermazione di risorgenti nazionalismi i cui soli esiti sa- rebbero la paralisi o la riproposizione dei conflitti.

7) Occorre tuttavia tenere presente che in una comunità avanzata come quella europea, nessuna riforma può essere affrontata dai singoli paesi. L’isolamento non consente di misurarsi con successo su temi di grande portata come lo sviluppo industriale e la salvaguardia dell’am- biente; l’impoverimento progressivo di ampi strati di popolo e le gran- di migrazioni che segnano il nostro tempo.

8) La ricerca, l’istruzione, le competenze possono e debbono dare un loro contributo a questo rinnovamento. È con questo proposito che l’Accademia delle Scienze dell’Istituto di Bologna intende lanciare un concorso di idee articolato in quattro premi, per giovani ricercatori e studiosi, che abbia per argomento L’Europa che vogliamo. Crediamo non sia difficile comprendere le ragioni per le quali il concorso di idee oggetto di questo bando proceda proprio da questa Accademia, che ha avuto fin dalla sua fondazione (1690) uno stretto rapporto con l’intera Repubblica delle Lettere; da questa Università, che è stata l’Alma Mater Studiorum e che ha tenuto a battesimo il programma Erasmus, la Magna Cartha Universitatum e il Bologna Process; da questa Città e da questa Regione le quali hanno fondato il loro progresso e la loro vocazione cosmopolita sull’abolizione della servitù della gleba, come sta a testimoniare il Liber Paradisus (1257).

PREMI DEL CONCORSO DI IDEE

1) Premio Altiero Spinelli
I poteri istituzionali e le politiche dell’Unione futura

2) Premio Simone Veil
Istruzione, ricerca, lavoro, cittadinanza

3) Premio Robert Schuman
Le politiche per uno sviluppo industriale compatibile con la salvaguardia dell’ambiente

4) Premio Antonio Megalizzi e Barto Pedro Orent-Niedzielski Le forme di comunicazione pubblica delle attività della Commissione e del Parlamento Europeo

I premi consisteranno nella pubblicazione dei saggi inediti che risul- teranno vincitori e in un contributo dell’importo di 5000 euro ciascuno, da fruirsi presso una università europea o un istituto di ricerca di riconosciuto valore internazionale, che i candidati dovranno docu- mentare al momento della presentazione della domanda.

 

 

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