Programma WS 09/10 – prima bozza

mercoledì, settembre 23, 2009
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Scarica la bozza n° 1 dell’ipotesi di programma della Winter School di filosofia di Milano, anno accademico 2009/10, in formato Word. Chiunque sia interessato può scaricarlo e leggerlo. Commenti, suggerimenti, richieste di chiarimento o altro possono essere scritte in calce a questo post oppure inviate alla redazione del Phenomenology Lab.

Emanuele Caminada

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Il testo è disponibile per il download anche in Media Library/materiali.

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5 commenti a Programma WS 09/10 – prima bozza

  1. Anna Bortolan
    giovedì, ottobre 1, 2009 at 09:32

    Credo che una Winter/Summer School sarebbe veramente una bellissima occasione di accrescimento e confronto e ringrazio molto Emanuele per aver preparato una bozza di questo progetto. Purtroppo, a causa probabilmente della mia assenza di ieri, temo di non aver compreso bene tutti gli aspetti e vi chiedo dunque qualche chiarimento in proposito.
    In primo luogo, a quale pubblico si vorrebbe indirizzare la scuola? Sarebbero previsti a questo proposito particolari criteri di partecipazione? La Summer School che sto frequentando, per esempio, è indirizzata principalmente a dottorandi e ricercatori che sono stati selezionati in base al curriculum accademico e ai principali interessi di ricerca. È stato previsto inoltre il versamento di una quota di partecipazione (che comunque per molti di noi è rimborsato dall’ateneo di provenienza). Se anche la nostra scuola prevedesse il pagamento di una quota di iscrizione, questi fondi potrebbero forse essere utilizzati per finanziare gli interventi di ulteriori relatori e il programma della scuola potrebbe essere esteso secondo le nostre preferenze. Sarebbe fattibile? Oppure il formato è più simile a quello di un workshop?
    In secondo luogo, mi chiedevo in che cosa consisterebbe l’elaborazione di un testo critico da sottoporre all’attenzione del plenum  durante i laboratori del martedì. Si tratta della redazione collettiva di un testo? Se questo è il caso, si tratta davvero di qualcosa di fisicamente realizzabile in un pomeriggio? Alternativamente, non si potrebbe riservare uno spazio per degli interventi da parte degli iscritti alla scuola? Forse qualche dottorando interessato ai temi della summer school e non appartenente al nostro gruppo di ricerca potrebbe essere interessato ad illustrare le sue indagini e si potrebbero raccogliere preventivamente degli abstract da parte degli interessati per decidere quali sono gli interventi più pertinenti al tema della scuola.
    Per quanto riguarda la lingua, credo che l’inglese sia d’obbligo se prevediamo un audience internazionale. Qui ad Alghero, per esempio, la maggior parte dei partecipanti è straniera ed ho potuto riscontrare un significativo interesse per l’approccio fenomenologico allo studio della persona in tutti i suoi aspetti, anche da parte di coloro che hanno una formazione più marcatamente psicologica o neuroscientifica. Sarebbe bello ospitare un audience così variegato ed immagino che anche molti colleghi di Gabriele ed Emanuele in Germania potrebbero essere interessati ad unirsi a noi.
    A proposito delle attività collaterali, proporrei di riservare almeno una serata ad una “cena sociale”, non soltanto per evitare che il programma diventi troppo intenso, ma anche per permettere ai partecipanti di conoscersi, discutere e stabilire dei contatti. Mi sembra un aspetto piacevole ed anche utile di questo genere di occasioni.
    Infine, a proposito dei relatori, si potrebbe considerare l’idea di invitare anche qualche non – filosofo? Qui ad Alghero, per esempio, ho avuto l’opportunità di conoscere Vasudevi Reddy, una psicologa della University of Portsmouth i cui lavori mi sembrano interessanti per i nostri temi di ricerca. Si occupa infatti del ruolo delle emozioni nella costituzione delle relazioni intersoggettive e nella formazione dei legami culturali (lei stessa è di origine indiana e vive nel Regno Unito). Forse potrebbe essere interessante sentire anche una prospettiva di questo tipo…
    Un caro saluto,
    Anna Bortolan

  2. Lodovica Maria Zanet
    giovedì, ottobre 1, 2009 at 10:06

    Si è parlato dell’oggettiva difficoltà nel coinvolgere tutti gli associati al Lab. Sia per aggirare il problema sia, soprattutto, per garantire uno spessore aggiunto al blog, che ne dite di ideare “l’Editoriale del Lunedì” (o di un altro giorno, purché sia sempre quello). Un articolo a tema, da concordare assegnandolo di volta in volta a una persona ben precisa, da interpellare direttamente così che il suo SI-NO sia chiaro (e il Sì, forse, un po’ più semplice da strappare). E se la cosa partisse, unitamente ai seminari, alla Winter School (grazie Emanuele & Al.), etc., si potrebbe allora pensare a una newsletter mensile.

  3. Emilia Barile
    giovedì, ottobre 1, 2009 at 10:08

    Se qualcuno della von Humboldt fosse disponibile, si potrebbe ritagliare un momento in cui presentano le opportunità di borse di ricerca per doc e postdoc? Magari allal fine dei tre giorni. Penso possa essere molto interessante per chi parteciperà, anche perchè la Germania è terra d’elezione per la fenomenologia. La sede italiana della fondazione è a Menaggio, per cui penso che non ci siano problemi per loro a venire a Milano: in fondo, è il loro mestiere diffondere i principi e le proposte della von Humboldt, no?

  4. Stefano Cardini
    giovedì, ottobre 1, 2009 at 16:49

    A me pare che i tre temi di laboratorio individuati nella bozza (1. How the social Body shapes the Mind 2. Beyond Empathy? 3. Common-Sense Pathologies) siano molto interessanti. Per metterli alla prova, però, bisognerebbe cercare di scrivere, sulla base delle varie competenze disponibili nel gruppo, una mezza paginetta esplicativa su ciascuno, che in qualche modo faccia il punto della questione e indichi la direzione in cui si potrebbe sviluppare la discussione nei giorni della school.

    Guardando il programma, invece, non ho capito quando si terrebbero le lezioni dei senior. A parte il pomeriggio del primo giorno, (allo stato attuale abbiamo fissato per il 25 gennaio), in cui la De Monticelli potrebbe aprire i lavori e Zahavi e/o Gallagher (che sono un po’ gli ospiti d’onore) tenere la/le loro lezioni, quando parlerebbero gli altri? Probabilmente, se dobbiamo restare su 3 giorni, temo che dovremmo iniziare la mattina del primo giorno, altrimenti manca il tempo per coordinare, senza sovrapporlo, il lavoro di dot e postdot nei laboratori con le lezioni+discussioni di senior e ospiti. Una volta definita la tempistica, siamo anche in grado di capire quante lezioni dei senior possono essere fatte. A me viene in mente, a spanne, che oltre all’ospite/ospiti d’onore, si possa pensare a una relazione di un senior per tema. Servirebbero quindi 1+1 (lezione+discussione) x 3 oltre all’intervento d’apertura dei lavori e alla lezione dell’/degli ospite/i; a meno che decidiamo di affidare a lui/loro una/due lezioni inaugurali dei temi; e questa sarebbe decisamente la soluzione, da un punto di vista dei tempi, piu’ compatta… Nel primo caso i senior, esclusa l’apertura dei lavori, occuperebbero 6 ore da distribuire su 3 giorni, alle quali bisognerebbe aggiungere 2/4 ore dell’ospite/ospiti; in tutto pero’ farebbe 8/10 ore (piu’ di un giorno!)… Nel secondo caso le ore sarebbero soltanto 6: ovvero una lezione+discussione al giorno, da inserire pirma o dopo o a spezzare il lavoro dei laboratori…

    Forse questa seconda soluzione e’ meglio. In tal caso, pero’, dobbiamo sintonizzare al meglio temi e relatori ospiti, perché gli chiediamo un intervento a proposito e non un intervento e basta.

    Oltre alle figure dei junior e dei senior relatori, infine, mi chiedevo se non dovessimo pensare ad altre due figure da coinvolgere, per rendere l’evento massimamente produttivo dal punto di vista del dibattito. Penso a un tutor (ricercatore o docente) per laboratorio che affianchi dot e postdot; e a un discussant per ciascuna lezione senior che apra il dibattito sulla stessa, dopo avere ricevuto e letto in anticipio (naturalmente) il paper della lezione. In tutto, se gli ospiti fanno anche da apripista sui temi, farebbero 3 relatori (escluso chi apre i lavori) + 3 discussant + 3 tutor (9). Ora, se immaginiamo che ogni gruppo dot e postdot possa essere composto in media di 10 persone, dovremmo stare attorno ai 40 in tutto, soltanto una parte dei quali bisognosa di ospitalità.

    Che cosa ne pensate?
    Stefano Cardini

  5. Emanuele Caminada
    giovedì, ottobre 1, 2009 at 17:58

    la forma laboratorio che ho proposto non prevede lezioni frontali, nè da parte dei junior nè dei senior.

    prevede la figura dei tutor che selezionano una bibliografia base per i temi dei laboratori

    i partecipanti spediscono i paper che vengono discussi sul forum

    i laboratori vengoni guidati dai tutor in modo da preparare una serie di questioni da presentare ai senior il giorno dopo

    il giorno dopo i senior rispondono alle domande.

    obiettivo dei laboratori: lavoro di scambio, cooperazione e non presentazione dei propri progetti. è una forma differente dal seminario di dottorato o da una conferenza. l’obiettivo è creare una rete di collaborazioni che possano rimanere nel tempo, il cui canale priviligiato dovrebbe essere il blog.

    obiettivo della discussione: coinvolgere i senior in un dibattito vivo, senza che debbano tenere una lezione frontale (essendo però a conoscenza dei temi che verranno loro sottoposti).

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