Ambienti animali e umani. I mondi sconosciuti e invisibili di von Uexküll. Leggi Prefazione e incipit (Quodlibet)

mercoledì, 24 Marzo, 2010
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Jakob von Uexküll - Ambienti animali e ambienti umani (Quodilibet 2010)

Jakob von Uexküll - Ambienti animali e ambienti umani (Quodilibet 2010)

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la Presentazione e le prime pagine del volume di Jacob von Uexküll, Ambienti animali e ambienti umani. Una passeggiata in mondi sconosciuti e invisibili, illustrazioni di Georg Kriszat, a cura di Marco Mazzeo, Macerata, Quodlibet, 2010.

«Dopo quarant’anni, viene ripubblicato in italiano, con traduzione e apparati completamente rinnovati, un classico del pensiero europeo del Novecento, l’opera matura, sicuramente la più godibile e chiara, di uno dei maggiori biologi del secolo appena trascorso.

Quel che oggi costituisce un luogo comune teorico che ha dato origine a una branca separata e relativamente autonoma della ricerca scientifica, l’ecologia, è stato imposto all’attenzione del pensiero contemporaneo da un personaggio energico ma dal carattere difficile, un barone prussiano nostalgico dei bei tempi andati ma che, spesso suo malgrado, ha dischiuso le porte alle più diverse forme di innovazione scientifica e culturale. Jacob von Uexküll (1864-1944) è il quinto figlio di una famiglia aristocratica.

Il cognome Uexküll deriva dal nome di un villaggio lettone e in estone significa «un villaggio» (Kalevi Kull, Jakob von Uexküll: an Introduction, «Semiotica», 2001, 134, p. 9). Nato in Estonia ma di lingua e cultura tedesca, è colui che ha utilizzato per primo in biologia la nozione di «ambiente» in modo sistematico e rigoroso. Nel 1888, dopo aver studiato zoologia a Dorpat, si trasferisce a Heidelberg dove lavora con Wilhelm Kühne, allievo di J. Müller (uno dei fondatori della moderna fisiologia). In questi anni Uexküll studia l’opera di Kant e comincia a dividere il proprio tempo tra la Germania e la stazione zoologica di Napoli. Qui incontra Gudrun von Schwerin: qualche anno dopo, nel 1903, la baronessa sposa questo biologo spigoloso e imprevedibile che studia animali strani come le meduse o i ricci di mare ma che, al contempo, è uno dei pochi a fraternizzare con gli autoctoni, per i quali è «un vero napoletano». Nel marzo del 1905, durante una visita nel castello Friedelhausen di proprietà della suocera, Uexküll incontra Rainer Maria Rilke con il quale, oltre a discutere di biologia e poesia, comincia a rileggere la Critica della ragion pura di Kant e a gettare le basi di un rapporto duraturo (ancora nel 1921 Rilke scrive del suo dispiacere per non aver potuto assistere a una sua conferenza) che farà di Uexküll il consulente biologico del poeta tedesco. Sono gli anni durante i quali, tra il 1907 e il 1909, Uexküll mette a fuoco la nozione di «ambiente». Fino a quel momento il termine (in tedesco Umwelt) era impiegato soprattutto in senso sociologico per riferirsi a contesti storico-culturali umani. Per questa ragione, prima di riuscire ad aprire ad Amburgo l’Istituto di ricerca ambientale (1926), Uexküll incontra parecchie difficoltà, perché la dicitura che ne indica le finalità appare contraddittoria. Fondare un centro di studio degli Umwelten all’interno di un giardino zoologico per comprendere più a fondo le specificità bio-percettive delle diverse forme di vita più che un progetto di ricerca appare una provocazione bella e buona.

L’obiettivo di Uexküll, invece, è esplicito: mettere in crisi in modo definitivo un pregiudizio antropocentrico, l’idea che le varie specie animali, le meduse e i gatti, i lombrichi e i ricci, vivano in uno spazio senso-motorio identico al nostro, come se le nostre modalità di senso e di azione costituissero il punto di riferimento per la vita di qualunque organismo. Attraverso un continuo lavoro di indagine e di divulgazione, che lo porta a pubblicare articoli su riviste specializzate ma anche su quotidiani di ampia diffusione, Uexküll descrive il modo in cui ogni forma di vita ritaglia il proprio ambiente secondo le strutture percettive e la conformazione che la contraddistinguono: per il cane lo spazio ha innanzitutto una organizzazione olfattiva che struttura il suo ambiente in territori nei quali lasciare tracce odorose; i luoghi sorvolati dalla mosca risentono della particolare morfologia di occhi composti da migliaia di elementi, ognuno dotato di cristallino proprio.

Questo decentramento di prospettiva, che libera lo studio di quel che ci circonda da ogni pregiudizio specista, ha fatto sì che nel Novecento Uexküll abbia costituito un punto di riferimento teorico inaspettatamente ampio. Può risultare prevedibile l’attenzione dedicata a Uexküll da parte degli etologi legati direttamente al suo lavoro (Konrad Lorenz) o dai biologi più aperti a prospettive per certi aspetti eterodosse (Uexküll non è un darwinista) come Adolf Portmann. Meno scontata è la penetrazione delle sue idee, lenta ma inesorabile, negli ambiti più diversi della ricerca contemporanea. Il pensiero di Uexküll forma intere generazioni di filosofi: non solo appartenenti alla cosiddetta antropologia filosofica (Scheler, Plessner e Gehlen), a Heidegger o al neokantismo (Cassirer), vicini per lingua e contingenze storiche, ma anche i francesi Merleau-Ponty e Deleuze, gli spagnoli Ortega y Gasset e Unamuno, gli americani Sebeok e Bateson. Negli ultimi anni, si è aperta una specie di gara, interessante anche se a volte dal sapore vagamente cupo, a rintracciare la varietà degli ambiti di ricerca che hanno risentito di Uexküll e della nozione di ambiente: la matematica di R. Thom, la prossemica di Hall, la teoria dei sistemi di Bertalanffy, la psicologia e la linguistica di H. Werner (che nel 1933 lavora nel suo laboratorio), la psichiatria fenomenologica di Binswanger, il connessionismo di A. Clark, la poesia di Rilke (anche Thomas Mann è suo lettore) e la neurofisiologia di Berthoz (continua) ».

Scarica in formato Pdf, Prefazione e prime pagine del volume di Jacob von Uexküll, Ambienti animali e ambienti umani. Una passeggiata in mondi sconosciuti e invisibili, illustrazioni di Georg Kriszat, a cura di Marco Mazzeo, Macerata, Quodlibet, 2010. Per ulteriori informazioni, leggi la scheda del volume.

Il testo è disponibile per essere scaricato anche in Media Library/E-book.

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