Lettera degli economisti sulla crisi economica globale e sui tagli allo Stato sociale decisi dai governi europei

venerdì, giugno 18, 2010
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Ai membri del Governo e del Parlamento
Ai rappresentanti italiani presso le Istituzioni dell’Unione europea
Ai rappresentanti delle forze politiche e delle parti sociali
Ai rappresentanti italiani presso le Istituzioni dell’Unione europea e del SEBC
E per opportuna conoscenza al Presidente della Repubblica

La gravissima crisi economica globale, e la connessa crisi della zona euro, non si risolveranno attraverso tagli ai salari, alle pensioni, allo Stato sociale, all’istruzione, alla ricerca, alla cultura e ai servizi pubblici essenziali, né attraverso un aumento diretto o indiretto dei carichi fiscali sul lavoro e sulle fasce sociali più deboli.

Piuttosto, si corre il serio pericolo che l’attuazione in Italia e in Europa delle cosiddette “politiche dei sacrifici” accentui ulteriormente il profilo della crisi, determinando una maggior velocità di crescita della disoccupazione, delle insolvenze e della mortalità delle imprese, e possa a un certo punto costringere alcuni Paesi membri a uscire dalla Unione monetaria europea.

Il punto fondamentale da comprendere è che l’attuale instabilità della Unione monetaria non rappresenta il mero frutto di trucchi contabili o di spese facili. Essa in realtà costituisce l’esito di un intreccio ben più profondo tra la crisi economica globale e una serie di squilibri in seno alla zona euro, che derivano principalmente dall’insostenibile profilo liberista del Trattato dell’Unione e dall’orientamento di politica economica restrittiva dei Paesi membri caratterizzati da un sistematico avanzo con l’estero. (leggi il testo integrale della lettera)

La Lettera degli economisti è stata firmata da docenti e ricercatori di Università o di Enti di ricerca nazionali ed esteri. Promotori dell’iniziativa sono Bruno Bosco (Università di Milano Bicocca), Emiliano Brancaccio (Università del Sannio), Roberto Ciccone (Università Roma Tre), Riccardo Realfonzo (Università del Sannio), Antonella Stirati (Università Roma Tre). Gli economisti che intendono aderire possono scrivere a info@letteradeglieconomisti.it specificando nome, cognome e università o ente di appartenenza.

Un commento a Lettera degli economisti sulla crisi economica globale e sui tagli allo Stato sociale decisi dai governi europei

  1. Stefano Cardini
    venerdì, giugno 18, 2010 at 14:40

    Sulla fisionomia, in particolare, della manovra cosiddetta di “lacrime e sangue” del governo italiano, consiglio la lettura di questa scheda pubblicata su http://www.lavoce.info da Tito Boeri e Massimo Bordignon. Un punto di vista direi diametralmente opposto rispetto a quello espresso nella lettera degli economisti, a firma Alberto Alesina e Roberto Pedrotti: Ricette Sbagliate: più spesa in Germania.

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