Le accuse di Saviano. I risultati di Maroni. Non dividiamoci contro il crimine (di Gian Antonio Stella)

venerdì, novembre 19, 2010
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Piccolo esercizio di filosofia applicata. Perché una comunità nazionale, a partire dalla sua classe dirigente, non riesce a convenire (con il cuore, oltre che con il cervello!) attorno a parole di verità e buon senso come queste, scritte oggi sul Corriere della Sera dal sempre ottimo Gian Antonio Stella? Non soltanto l’azione volta al bene (improntata all’etica), ma l’azione cooperativa tout court richiede una preliminare condivisione d’intenti (ordine di valori) e di strategie di comunicazione. Qual è il deficit più difficile da colmare per l’Italia di oggi? Come riuscirci senza aperture gratuite di credito? E chi se la sente di giocare “colomba” per primo?

«Se il boss camorrista Antonio Iovine ha continuato a ridere anche ieri, dopo aver sbattuto in faccia a tutti quella strafottente risata di sfida mentre lo portavano via finalmente in manette, qualche motivo ce l’ha. La rissa divampata sul tema di chi è più duro e puro nella guerra alle mafie tra Roberto Saviano e Roberto Maroni, ma peggio ancora fra i tifosi esasperati dell’uno e dell’altro, è un regalo a lui e a quelli come lui. E rischia di avvitarsi in una pericolosa spirale destinata non tanto ad aprire una salutare discussione sulla penetrazione della criminalità organizzata in aree tradizionalmente «estranee». Ma a spaccare un fronte che almeno su queste cose, al di là delle legittime diversità di opinioni, dovrebbe essere compatto come l’Armada di Giovanni d’Austria a Lepanto.

Certo, il tema è: dobbiamo preoccuparci per le 6.092 operazioni finanziarie sospette a Milano e provincia segnalate dall’Ufficio italiano cambi alla Dia nel solo primo semestre 2008 o sentirci rassicurati dai 29 arresti di personaggi di spicco della mafia, della camorra e della ‘ndrangheta finiti in galera da due anni in qua? La risposta non è facile. «Hanno parlato di mafia ma per noi del Nord la mafia è un fenomeno lontano. Senza contare che il 90% dei mafiosi è in carcere e quindi la criminalità organizzata è sotto controllo», disse sette anni fa Silvio Berlusconi ai corrispondenti esteri. Ne è convinto? (…) »

Leggi il resto dell’articolo di Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera del 19/11/2010

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