La Questione Morale: Spunto per una riflessione Pubblica

venerdì, aprile 6, 2012
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Cari Lettori,

Con il presente intervento non voglio soffermarmi in analisi dei fatti di cronaca che coinvolgono la Lega Nord in questi ultimi giorni. Vorrei porre l’ attenzione su di un argomento che ritengo debba essere ripreso e posto al centro del dibattito Pubblico: la Questione Morale.

La questione morale ritengo che non debba essere accollata ai soli politici, protagonisti di comportamenti indecorosi che corrodono il rapporto tra cittadini e istituzioni. Il tema riguarda ogni singolo cittadino, riguarda ognuno di noi. I politici sono lo specchio della società, se determinati comportamenti sono tenuti dai nostri rappresentanti è perché la stessa società civile non riesce o non vuole combatterli.

Il problema che emerge dai fatti di cronaca, e che in rete posso constatare che sta dilagando, è il metodo di fare di tutta l’ erba un fascio unico. Parafrasando: “Visto che uno ruba, allora tutti sono dei ladri”. La vera anti-politica sta in questo, generalizzare il discorso mettendo tutti nello stesso calderone, senza però risolvere il vero problema che sta alla base: L’ assenza di una “Morale Pubblica” che investa sia i cittadini sia i loro rappresentanti. Non degeneriamo prendendo come scusa la dottrina Machiavelliana, secondo la quale: “comportamenti contrari alla morale, sono giustificati solo se hanno lo scopo di conseguire interessi di carattere collettivo”. L’ appropriazione indebita di fondi pubblici, truccare appalti, raccomandare parenti e amici, sono comportamenti che hanno fini di interesse collettivo?

La stessa Costituzione Repubblicana, Art. 54, Comma 2, citi esplicitamente: “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempirle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge”. Con “Disciplina ed Onore”! Ma la vera garanzia sta nel fatto che i cittadini siano consci che determinati comportamenti non possono essere tollerati! Che l’ indignazione di fronte ai fatti di cronaca di questi giorni, non sia giustizialismo, ma sia una presa di coscienza comune che punti a salvaguardare il decoro delle istituzioni.

Perché Mario Monti è visto come un “Marziano”? Perché concepiamo come eccezionali comportamenti che terrebbe ogni politico in qualsiasi paese del mondo? Forse perché in Italia è visto normale il politico che “Ruba” che fa della “Morale Pubblica” uno straccio per pavimenti, e ci meravigliamo di personalità come Mario Monti che a vertici internazionali non intrattiene i suoi colleghi con barzellette, ma impressiona con il suo inglese ad hoc!

La vera sfida è riabituare il nostro paese a quella che è la normalità sana dei comportamenti, uscire dalla spirale di indifferentismo che caratterizza gran parte della popolazione! Indignarsi e puntare ad un rinnovamento morale che riguardi ognuno di noi e che punti alla formazione di Amministratori del Bene Pubblico, che abbiano alla propria base una forte “Morale” nei comportamenti da uomini pubblici.

Riprendendo le parole del Cardinale Tettamanzi di un anno fa, all’ assemblea degli amministratori tenutasi a Lecco: “Il Terreno è fertile, serve solo un buon agricoltore che sappia seminare i semi buoni, i semi di fratellanza, giustizia e uguaglianza, e che sappia estirpare le cattive erbe che possano danneggiare il raccolto”

Cordialmente

Riccardo Magni

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