Massimo Clementi, Preside di Medicina e Chirurgia UniSR. Lettera al Corriere: «Occorre trasparenza assoluta (diciamo tutti noi!) e realizzata da chi è competente e lo fa per mestiere (non dai professori di medicina o filosofia)»

venerdì, giugno 15, 2012
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Scarica e leggi in formato Pdf la lettera di Massimo Clementi, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Vita-Salute San Raffaele, pubblicata dal Corriere della sera il 14 giugno 2012 in risposta alla lettera di Roberta De Monticelli, docente di Filosofia Teoretica della stessa Università, pubblicata lo scorso 10 giugno sempre dal Corriere della sera.

In seguito della lettera di Massimo Clementi, è uscito il 18 giugno sul Corriere della sera un nuovo articolo di Simona Ravizza, scaricabile in formato Pdf, dal titolo La filosofa e il medico (di Berlusconi). Sfida per il San Raffaele.

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2 commenti a Massimo Clementi, Preside di Medicina e Chirurgia UniSR. Lettera al Corriere: «Occorre trasparenza assoluta (diciamo tutti noi!) e realizzata da chi è competente e lo fa per mestiere (non dai professori di medicina o filosofia)»

  1. Stefano Cardini
    sabato, giugno 16, 2012 at 21:28

    È difficile capire dall’esterno le dinamiche di una grande organizzazione, sia essa un’impresa o un’Università. Giacché questa lettera è pubblica, però, e ribatte a una lettera a sua volta pubblica, ognuno può farsene un’opinione ed esprimerla, credo. Mi ha colpito il passaggio in cui si sostiene che la trasparenza sarebbe materia di non so qual genere di specialisti. A una prima lettura, la frase appare alquanto stravagante. E quali competenze dovrebbero avere mai questi professionisti della trasparenza? Quali master avrebbero dovuto seguire e in quali scuole? Ma probabilmente s’intende semplicemente dire che certe faccende, troppo serie e complicate per la gente comune, andrebbero trattate soltanto da tecnici, al riparo dallo sguardo e dalle chiacchiere degli incompetenti. Può darsi sia così. Tuttavia, almeno leggendo quanto riportato dal Corriere della sera e da Report, verrebbe da dire che, professionisti o meno fossero i protagonisti, i risultati non siano stati dei più confortanti. Forse non sarebbe una cattiva idea, allora, se per una volta, professionisti e dilettanti della trasparenza insieme, dessero segnali limpidi sul loro operato, non lasciandosi coinvolgere in poco comprensibili vicende di società filantropiche annunciate e poi sparite. Perchè altrimenti potrebbe insinuarsi il dubbio che, più che di professionismo della trasparenza, qui, sia in gioco quello dell’intrasparenza; o più probabilmente una sua caricatura dilettantesca. La seconda cosa che colpisce, poi, è il riferimento a presunte ostilità di principio alla filantropia. Leggendo e rileggendo quanto riportato nella lettera bersaglio dell’Autore, tuttavia, non pare affatto in questione la benemerita filantropia. Bensì l’adozione di un metodo trasparente nella scelta delle fonti di finanziamento, oltreché dei criteri e dei responsabili della loro gestione. Si tratta d’imparare la lezione del passato, insomma, non di realizzare il paradiso in terra. È chiedere troppo sapere nome, cognome e sede legale di una società filantropica? Troverebbero scandalosa e dilettantesca la richiesta, la Guggenheim o la Bill Gates Foundation? Non c’è chi non sorrida di fronte a una pretesa del genere. Non si tratta, quindi, di credere o meno nel potere taumaturgico della trasparenza. Ma di un più modesto esercizio della virtù della prudenza. Il quale, visto come sono andate le cose, parrebbe giustificato. Ma forse anche la prudenza è una virtù che richiede, per essere appresa, un qualche specialistico cursus honorum. In ogni caso, visto che questa lettera mi pare alluda anche alla necessità di eleggere quanto prima un Rettore per l’Università, per quel che ricordi della vita universitaria, almeno in questo medici e filosofi non credo possano dichiararsi incompetenti. C’è dunque da essere fiduciosi, immagino.

  2. Corrada Cardini
    domenica, luglio 15, 2012 at 22:11

    La differenza tra un medico e un filosofo, forse, è che i medici, specie se bravi e di alto profilo professionale, passano molto del loro tempo a migliorare la propria specifica professionalità… i filosofi hanno una visione più ampia, sono, come si dice trasversali rispetto ai linguaggi delle discipline. La conclusione è che i filosofi in certe materie, come le questioni di attualità politica e/o economica e/o etica e/o estetica … hanno qualche possibilità in più di parlarne in modo… come dire, competente? Naturalmente come in ogni dibattito che si rispetti, ognuno ha diritto alla sua opinione … (che comunque non stabilisce un “fatto”…)

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