Verso il 4 Marzo: UNA BUSSOLA DA LIBERTÀ E GIUSTIZIA – Tomaso Montanari

martedì, 27 Febbraio, 2018
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La domanda che in queste settimane si sente rimbalzare ovunque, come una mantra ossessivo, non è «per chi voterai, il 4 marzo?», ma: «tu vai a votare, il 4 marzo?».

È davvero fortissima, a questa tornata elettorale, la tentazione di non andare a votare, o di annullare il voto. Una delle cause è una legge elettorale così orribile da rigettare anche i più volenterosi. E poi un’offerta politica nel complesso sconfortante e una campagna elettorale che arranca, mille miglia lontana dalle grandi questioni del Paese, incapace di mettere a confronto visioni diverse: che forse, semplicemente, non esistono.

Anche per un’associazione di cultura politica come Libertà e Giustizia non è facile affrontare questa marea montante di motivata disillusione. Eppure, crediamo che non sia tempo di disimpegno. Come gli ateniesi di Pericle anche noi siamo convinti che chi non partecipa al discorso pubblico non sia innocuo, ma inutile.

È per questo che abbiamo pensato a queste pagine: che non contengono – è bene dirlo subito e con chiarezza – alcuna indicazione di voto. Nessuno può disporre del libero voto altrui, figuriamoci se potrebbe mai provarci Libertà e Giustizia.

No, queste pagine sono pensate come un vademecum, una guida, un metro.

Innanzitutto una guida al voto in senso tecnico: per capire come difendersi dal micidiale Rosatellum, per quanto possibile.

E poi un metro per misurare programmi, proposte e biografie delle varie liste alla luce del Progetto che ci sta davvero a cuore: quello della Costituzione. È per questo che abbiamo scelto alcuni – solo alcuni, seguendo in modo certo arbitrario le nostre urgenze – articoli della Costituzione, e abbiamo indicato come concretamente si possono e si devono attuare.

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