Ancora sulla maturità negata – di Stefano Adami.

mercoledì, 24 Novembre, 2021
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Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa vibrata protesta sulla ventilata abolizione dell’ultimo scritto residuo agli esami un tempo detti di Maturità (vedi post precedente per i riferimenti alla discussione in corso). Stefano Adami ha insegnato Italian Language and culture presso la University of Bath(UK), la University of California e la University of Chicago. Ha pubblicato il volume L’incontro e l’altro. Linguaggio, culture, educazione (intr. Di M. Vedovelli, Ets, Pisa). È stato il primo studioso a ricostruire il complicato e magnetico giallo internazionale che portò il padre di Calvino a riparare in sudamerica, facendo così nascere Italo a Cuba, paese in cui lo scrittore passò parte dell’infanzia. Il lavoro dedicato a questo poco noto aspetto della vita di Calvino è pubblicato da UCLA. (Vedilo qui:  https://escholarship.org/uc/item/8qm3b0q3). Adami è anche tra i più prolifici autori della Princeton Encyclopedia of Italianan Literary Studies. Collabora con l’Università per Stranieri di Siena. Attualmente si occupa anche del programma internazionale per il centenario dello scrittore Luciano Bianciardi. 

La richiesta, partita in queste settimane dagli studenti delle scuole superiori italiane, di eliminare dalla prossima maturità il tema di italiano, mi ha lasciato sinceramente di stucco. Gli studenti lamentano che, avendo lavorato gli ultimi 2 anni in modo lacunoso e incompleto a causa del covid, delle restrizioni e della DAD, non si sentono preparati ad affrontare la tradizionale prima prova scritta. Il fatto che, a quanto pare, il ministro della pubblica istruzione sia orientato ad accogliere la richiesta, mi ha lasciato ancor di più nello sconforto. Pare infatti che il ministro stia pensando ad una maturità fatta solo con la tesina dei candidati, e poi l’orale finale. Una recita, insomma. Che dire? Già qualche anno fa, come tutti ricorderanno, fu bandita dalla prima prova il tema di storia. Si vede che le conoscenze storiche e la capacità di fare analisi storiche non sono considerate necessarie per superare l’esame di maturità. L’impressione che si ha, dall’esterno, è che si voglia in tutti i modi possibili destrutturare il sistema educativo italiano, trasformandolo in un puro sistema di intrattenimento, invece che in un luogo di formazione di coscienze critiche. Il tema scritto, infatti, non è solo un compito che coinvolge le competenze linguistiche e grammaticali degli esaminandi. Esso coinvolge anche quelle competenze espositive, che sono necessarie nella costruzione di una corretta e chiara catena di ragionamenti. Non e un caso che, ormai da anni, in molte università italiane, si richiede agli studenti la frequenza di un corso di scrittura in lingua italiana, ed il superamento di un esame basato sulle competenze linguistiche e grammaticali. Per evitare che lo studente arrivi poi, come spesso è accaduto a fino a poco tempo fa, alla stesura della tesi totalmente impreparato per tale compito. In poche parole, consideriano gravissima la richiesta di abolizione del tema di maturità. In realtà, in tempi difficili dovremmo rendere ancora più difficile il nostro iter di preparazione a tali tempi stessi. Si dovrebbe alzare l’asticella, invece di abbassarla. Cercare il di più, non il meno. Facilitare tale iter di formazione al proprio tempo non è mai stato un buon servizio nei confronti di chi lo ha intrapreso. Per quello che possiamo inoltre notare, vediamo che i docenti trovano le loro migliori energie drenate più dal lavoro burocratico richiesto loro, che da quello di insegnamento. Anche questa rischia di essere una stortura del nostro sistema educativo , che deve essere ripensata. Per l’intanto, è necessario evitare danni varando un esame di maturità ridicolo.

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2 commenti a Ancora sulla maturità negata – di Stefano Adami.

  1. Fabiola
    giovedì, 25 Novembre, 2021 at 20:09

    Non vorrei essere una di quelle persone che invocano i cari bei vecchi tempi perchè so bene che ogni epoca ha le sue caratteristiche. Crescere dal punto di vista tecnologico non dovrebbe però significare disimparare ciò su cui dovrebbe basarsi la cultura di un diplomato. Un pò di fatica per lo studio di certo non uccide ma rende migliori, parola di chi ha vissuto con grande impegno ed emozione il proprio esame di maturità.

  2. Alex
    sabato, 27 Novembre, 2021 at 10:05

    Concordo in toto con il prof. Adami. Mai come ora c’è bisogno di riaffermare l’importanza di tale formazione. Il decadimento della lingua italiana, e la faticosa e spesso modesta capacità espositiva, è sotto gli occhi di tutti. Trovo incomprensibile tale proposta, se approvata.

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