Ancora in memoria di Bernhard Waldenfels – di Ferdinando G. Menga

giovedì, 29 Gennaio, 2026
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L’autore è docente di Filosofia del diritto all’Università della Campania «Luigi Vanvitelli» e visiting professor stabile presso l’Institut für Ethik dell’Università di Tubinga.

Il 23 gennaio 2026 è venuto a mancare, all’età di 91 anni, il mio maestro Bernhard Waldenfels. Ho avuto il privilegio di essere il suo ultimo dottorando. Figura centrale nel panorama della fenomenologia e, più in generale, della cultura contemporanea, nonché interlocuture privilegiato per le scienze umane, sociali e anche per numerose forme d’arte. La sua opera si è rivolta soprattutto allo studio dei fenomeni dell’estraneità, del pathos e della responsività quali motivi strutturali dell’esistenza individuale, intersoggettiva, ma anche istituzionale.
Nel 2017 gli è stato conferito il premio Sigmund Freud e nel 2021 il Leopold-Lucas Preis. Alcune sue opere sono state tradotte in italiano.
Oltre al suo rilievo filosofico, è stata persona – e chi lo ha conosciuto, ha avuto modo di esperirlo senza ombra di dubbio – dotata di una sensibilità umana straordinaria.
Dei 27 anni che ho avuto la fortuna di frequentarlo e al cui magistero mi sono nutrito, mi piace ricordarlo con questa ultima foto che ci ritrae assieme in un incontro a Tubinga. E con un piccolo aneddoto che ha dato l’incipit alla nostra frequentazione: andai a trovarlo, la prima volta, a casa sua a Monaco, e per scongiurare ritardi, dormii la notte precedente all’incontro a casa di un amico, che casualmente viveva nei pressi. Quando arrivai sulla soglia del suo appartamento, mi accolse chiedendomi come fosse andato il viaggio e se il treno fosse arrivato in orario. Al che io mi permisi di rassicurarlo, comunicandogli che avevo pernottato da un amico che viveva nelle vicinanze. La sua “risposta” immediata – e che dice molto della sua intelligenza, curiosità umana e affabilità – fu: “Ach, ihr Italiener, ihr habt immer einen Freund in der Nähe” [Ah voi italiani, voi avete sempre un amico nelle vicinanze].
Questa è l’immagine minuta, ma enorme, con cui ricorderò il professor Waldenfels. Il suo pensiero mi accompagnerà sempre, restandomi “immer in der Nähe” [sempre nelle vicinanze].

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