
Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo ricordo di Bernhard Waldenfels che Gabriella Baptist ha originariamente scritto per gli Amici del Centro della Filosofia Italiana.
Ricco di anni e di opere (era nato a Essen il 17 marzo del 1934), è morto a Monaco di Baviera il 23 gennaio scorso Bernhard Waldenfels, fenomenologo tedesco di primissimo piano. Aveva perseguito un’originale prospettiva sulla questione dell’estraneo, mescolando la grande tradizione husserliana (per esempio quella sorprendente definizione della “Fremderfahrung” come l’accessibilità dell’originariamente inaccessibile della V Meditazione cartesiana) con le sfide più ardite del pensiero francese del Novecento. Allievo di Maurice Merleau-Ponty, aveva rivitalizzato la scuola fenomenologica tedesca nel confronto vivo con i più lucidi eredi del lascito husserliano quali, per esempio, Levinas o Derrida, con i quali si era anche confrontato nella proposta di una fenomenologia responsiva o nell’indagine sui margini e gli abissi dell’esperienza, misurati anche attraverso la psicoanalisi e le scienze sociali. Presente anche nella cultura filosofica italiana attraverso la traduzione di numerosi suoi libri, oltre che saggi e interventi in riviste, era stato spesso ospite di Università e di istituzioni filosofiche (l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, il Festivalfilosofia), il 9 maggio 2024 l’università di Cagliari gli aveva conferito la laurea magistrale honoris causa in Filosofia e Teorie della Comunicazione. Sempre generoso con le generazioni più giovani e con i suoi molti allievi sparsi nel mondo, ha incarnato con sobrietà e rigore la figura del maestro e della guida.


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