A piccoli passi verso la barbarie (di Enzo Bianchi)

lunedì, ottobre 26, 2009
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Il 26 ottobre 2009 è intervenuto su La Stampa Enzo Bianchi, con un amaro appello che interroga tutti. Persino i fenomenologi più siderei faranno fatica a sfuggire a un chiaro, distinto, insopprimibile senso di déjà vu.

«Più volte l’abbiamo ribadito su queste colonne e con forza l’abbiamo affermato in più occasioni: ci stiamo dirigendo a piccoli passi verso la barbarie. Negli ultimi tempi l’andatura è sempre più accelerata e l’emergenza di alcuni fattori deleteri ci porta a riconoscere che ormai ci troviamo in una barbarie diffusa.

Non si tratta solo di assenza o debolezza della cultura, ma di una ferita alla civiltà inferta dall’affermazione di comportamenti indegni dell’uomo che non cercano la qualità della convivenza ma la oltraggiano. Assistiamo non allo scontro di civiltà profetizzato da Huntington, né alla fine della storia ipotizzata da Fukuyama ma, in modo più tragicamente banale, al piombare in un’epoca oscura, in cui è minacciata di sparizione la stessa democrazia. Quest’ultima, infatti, non può sussistere in una società in cui si disprezza la politica, cioè la gestione del bene comune, in cui non si avverte più come necessaria alcuna convergenza sull’orizzonte di senso della polis».

Ecco l’intero articolo A piccoli passi verso la barbarie di Enzo Bianchi.

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