Università Vita-Salute San Raffaele: il tempo sta per scadere. Rompiamo il silenzio per salvare questo centro di studio e di ricerca d’eccellenza

martedì, aprile 16, 2013
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Al Presidente della Repubblica
Al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Al Rettore dell’Università
A tutti i cittadini interessati

Milano, 16 aprile 2013

Una straordinaria potenzialità della scienza e della ricerca italiane sta per essere dissipata per sempre, nel silenzio e nell’apparente indifferenza delle istituzioni, complice anche il momento di stallo post-elettorale, e l’attesa che questo si sciolga nei tempi e nei modi previsti dalle procedure democratiche.

Del silenzio durato finora, di questa apparente indifferenza noi, docenti e studenti dell’Università Vita Salute San Raffaele, non vogliamo essere giudicati complici: anche perché subordinare le deliberazioni e le decisioni relative alla vita o alla morte di un Ateneo del nostro Paese che tuttora gode di un prestigio internazionale (e ha finora attirato ricercatori di riconosciuta eccellenza e studenti che provengono anche da diverse regioni del mondo), è solo un segno che mala tempora currunt. Ci sono questioni di valore che certamente in nessun caso dovrebbero essere subordinate a questioni di forza, ci sono beni pubblici il cui avvenire non dovrebbe essere mai funzione dell’imporsi dell’una o dell’altra forza politica al governo di un Paese; di più, ci sono funzioni preziose alla vita e allo sviluppo di una comunità, alle quali qualunque amministrazione, ordinaria o straordinaria, temporanea o permanente, della cosa pubblica dovrebbe poter garantire il normale e quotidiano svolgimento. Infatti non spetta certo alla politica, in nessun caso, decidere se la ricerca e la formazione ai massimi livelli siano o non siano risorse preziose per i cittadini, né se possa mai essere lecito disattendere gli impegni presi da un Ateneo con gli studenti che lo hanno scelto, magari a prezzo di grandi sacrifici, come luogo della loro formazione scientifica e umana – e con le loro famiglie.

Il 15 maggio giunge a scadenza il termine per l’attivazione di tutti i corsi, al di là di quelli dei primi anni a numero programmato, il cui termine si è chiuso il 18 marzo scorso. Allo stato, il nostro Ateneo si trova nell’impossibilità di onorare questa scadenza, con prospettive d’avvenire sufficienti a non scoraggiare l’iscrizione della maggior parte degli studenti interessati. Se questo è vero per tutto l’Ateneo, ancora più cruciale e drammatica risulta questa verità per la Facoltà di Filosofia, che rischia di restare stritolata nel conflitto fra la vecchia dirigenza dell’Università e la nuova proprietà dell’Ospedale.

Per ragioni ben comprensibili e impeccabilmente argomentate, il CUN ha bocciato l’ipotesi della nuova Libera Università San Raffaele. Mentre non è chiaro se sarà o non sarà messa in atto dall’attuale Ministro la ventilata procedura di commissariamento, noi vogliamo ricordare a tutte le autorità che esiste, ed è stata più volte proposta da questa Facoltà, una soluzione ragionevole ed equilibrata, finalmente rispettosa dello statuto della nostra università e che salvaguarda il principio della rappresentanza del corpo accademico e della parità tra Associazione Monte Tabor e proprietà dell’Ospedale San Raffaele, e soprattutto atta a garantire una direzione super partes alla necessaria transizione verso un rinnovamento tanto delle relazioni fra Ospedale e Università quanto della governance dell’Università stessa. Le dimissioni dall’Associazione Monte Tabor di suoi membri storici e prestigiosi, le più recenti dimissioni del Preside della facoltà di Filosofia dal Consiglio di Amministrazione dell’Università stanno a testimoniare il tragico fallimento dei tentativi di dialogo e di mediazione finora tentati, anche dal Ministro – fallimento dovuto forse anche alla troppo limitata circolazione dell’informazione sulle soluzioni disponibili e le misure di conseguenza imponibili.

Se rischia la distruzione un bene pubblico che, come la libertà e la ricerca del vero, non può soddisfare interessi particolaristici ma appartiene ai cittadini tutti, allora è bene che questo silenzio plumbeo sia rotto, e l’opinione pubblica sia avvertita del rischio ormai incombente che l’ostinazione nella difesa di posizioni di potere e interessi particolari, l’inerzia e l’indifferenza stanno facendo correre alla nostra Università. Non in nostro nome.

Un gruppo di docenti e studenti dell’Università Vita Salute San Raffaele.

7 commenti a Università Vita-Salute San Raffaele: il tempo sta per scadere. Rompiamo il silenzio per salvare questo centro di studio e di ricerca d’eccellenza

  1. giovedì, aprile 18, 2013 at 09:39

    Chiedo cortesemente di pubblicare per esteso i nomi dei firmatari di questa lettera.

  2. Ruggero Pardi
    giovedì, aprile 18, 2013 at 12:04

    Mi iscrivo con piacere e convinzione tra i firmatari. L’invocazione di Roberta non è solo una rivendicazione di principi ma anche una richiesta di chiarezza e di maggiore partecipazione. Lamento la ridottissima informazione che circola tra i docenti riguardo all’evolversi della situazione. La fonte “ufficiale” penso dovrebbe essere il rettore, e attraverso il rettore i presidi. Questo in particolare in un periodo in cui non stiamo gestendo amministrazione ordinaria ma la sopravvivenza stessa dell’Ateneo.

    In particolare io non conosco:

    1. Se è legalmente ammissibile il commissariamento di un Ateneo per ragioni diverse dal dissesto finanziario; e magari qual’è la legge/decreto di riferimento. Spero infatti che l’arrivo di un commissario non inneschi una serie infinita di denunce e ricorsi. Penso che tutto dipenda dalla giurisprudenza che già esiste sull’argomento.
    2. Quali compiti precisi avrà il commissario, nel caso sia nominato, e chi saranno i suoi interlocutori
    3. In che misura questo commissatiamento condizionerà la futura composizione del CDA e la prospettiva comunque di creazione di un’università nuova che sostituisca la precedente.
    4. Io non sapevo neppure che il CUN si fosse espresso contro la apertura di un nuovo Ateneo. Sapevo che era accettata la possibilità che il nuovo Ateneo rilevasse docenti e studenti dal vecchio.

    Vedo due possibilità: la prima è che nessuno dei rappresentanti dei docenti abbia contezza di ciò che sta accadendo, ma allora mi chiedo come facciano gli studenti ad essere così informati; La seconda è che vi sia asimmetria di informazione tra i docenti. Ciò non sarebbe bene. forse, anche solo per risettarci sul presente, un incontro interfacoltà di docenti e rappresentanti degli studenti sarebbe opportuno.

  3. Guido Poli
    giovedì, aprile 18, 2013 at 12:43

    Caro Roberto, ho condiviso con Roberta ed altri il testo pubblicato quando ancora non vi era certezza della scelta del commissariamento ad acta da parte del Ministro, scelta peraltro ancora non ufficializzata.

    Sottoscrivo anche quanto sottolinea Ruggero, ovvero la TOTALE mancanza di un’ informazione ufficiale, anche ridotta asetticamente ad un bollettino di eventi stile “ADNKronos”.

    Con l’augurio che il presagio in apertura della lettera non si avveri, ovvero che il patrimonio culturale fiorito in pochi anni con l’Università Vita-Salute San Raffaele sia disperso, ti saluto cordialmente.

  4. giovedì, aprile 18, 2013 at 14:04

    Grazie Ruggero, sei solo tu a rispondere. Le tue domande sono anche le mie e certamente sono necessarie comunicazioni ufficiali di qualche tipo. Domani c’è un Senato accademico, ovvio che si chiederanno lumi sulla situazione, quanto meno io lo farò di certo. Volentieri ne darò conto, nelle sedi appropriate, per quanto mi consti o mi competa (molto poco).

  5. Roberto Sitia
    giovedì, aprile 18, 2013 at 15:26

    Mi sembra difficile per chi ha a cuore il futuro della nostra Universita’ non condividere il contenuto della lettera di Roberta de Monticelli. Incertezze e situazione di stallo non giovano a docenti e discenti e rischiano di creare disaffezione. I valori che hanno permesso al nostro Ateneo di imporsi rapidamente a livello nazionale e internazionale -qualità, libertà intellettuale, meritocrazia- vanno difesi e ulteriormente rafforzati.

    Come chi mi ha preceduto a commentare la lettera, mi auguro che si crei un canale di informazioni ufficiali, via Rettore e Presidi, che elimini questo ‘rumore di fondo’ e ci consenta di svolgere i nostri compiti con maggior tranquillita’, o forse più realisticamente con minori preoccupazioni.
    Roberto Sitia

  6. giovedì, aprile 18, 2013 at 17:09

    Grazie anche a Guido Poli e Roberto Sitia per essersi dichiarati. Ripeto che ne condivido in pieno le preoccupazioni, benché non il metodo scelto da Roberta De Monticelli per palesarle: indicare genericamente “un gruppo di docenti e studenti dell’Unisr” è come minimo irrispettoso di coloro che non si ritrovassero nei toni o nei contenuti (in parte inesatti) della lettera e tuttavia sono docenti o studenti di questo Ateneo. La lettera era stata inviata al CdF di Filosofia per un pronunciamento, che c’è stato (unanimemente negativo, come scritto nel verbale); tuttavia, la lettera è stata improvvisamente pubblicata già il giorno prima della seduta. Questo è scorretto. E fatto da chi si fa sempre paladino delle regole è inaccettabile. Per questo sarebbero necessarie delle scuse da parte di chi ha pubblicato la lettera senza precisare chi l’aveva firmata e chi no. Fermo restando, ripeto, che le preoccupazioni indicate sono ovvie e già ripetutamente fatte presenti da molti (la Facoltà di Filosofia si è pronunciata ripetutamente in merito, e con chiarezza; e in modi diversi lo hanno fatto anche le altre facoltà). Personalmente non vedo che cosa ci fosse da aggiungere e perché farlo a questo modo, con interlocutori inesistenti (il Presidente della Repubblica???? Chi??? Marini, Rodotà, Prodi o il conte Mascetti?) o già impegnati da tempo nella ricerca di una soluzione al nostro problema (il Ministero, come si evince anche dagli sviluppi di questi giorni, benché non ancora ufficiali) o facilmente raggiungibili senza passare dai giornali o dai blog (il Rettore, se si vuole, che certo potrebbe comunicare più spesso ma che nelle sedi ufficiali non manca di farlo: vedremo domani in Senato, per chi c’è). Ripeto: se dalla seduta del senato emerge qualche notizia ufficiale non mancherò di farla presente a chi me lo chiedesse, ma questo avviene già spontaneamente direi. E senza passare dai giornali, perché francamente non è di protagonismi di sorta che abbiamo bisogno.

  7. venerdì, aprile 19, 2013 at 09:27

    Apprezzo di questo commento l’ironia condivisibile sul Presidente della Repubblica, e il conte Mascetti allo stato mi sembra una buona soluzione, non prevedibile una ventina di giorni fa, quando condividemmo col Preside la necessità di una nostra presa di posizione pubblica. Per il resto e per correttezza mi limito a riportare, secondo la e-mail che mi raggiunge dal Canada dove ora si trova, le parole con cui Claudio Rugarli commentò allora la lettera:

    “Cara Roberta,

    la tua lettera mi sembra ottima e spero che sia approvata e pubblicata sui giornali. Tra pochi giorni partirò per il Canada dove resterò per 3 settimane, ma continuerò a leggere la posta che mi arriverà sul mio computer al San Raffaele”.

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