Gli azzeccagarbugli del cemento, la politica e la verità

giovedì, 15 Novembre, 2018
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Può anche darsi, come voleva una grande filosofa  umanista e socialista, Jeanne Hersch, che la politica sia un regno amaro e ambiguo perché costitutivamente confuso dall’intreccio della norma e della forza, cioè dell’aspirazione umana a opporre le regole all’arbitrio, e del potere necessario per far valere le regole. Ma quando chi governa usa il potere non per far valere le regole, ma per favorire l’arbitrio pur di acquisire più consenso e più potere, e quando questo arbitrio si identifica  con la formula specificamente italiana della banalità del male – vai con gli abusi e coi soprusi, tanto arrivano sempre i condoni e i perdoni – allora l’amarezza e l’ambiguità diventano un puro e sconcio sberleffo in faccia al vero, oltre che a uno sputo sulle bandiere fino a poco prima sbandierate: “onestà”, “legalità”, “ambiente”.

Le misure di sanatoria e condono infilate nel Decreto Genova hanno suscitato – se dio vuole – un po’ di opposizione in Parlamento. Ma:

  1. I portavoce del governo hanno provato a smentire le accuse, e allora ecco qui una risposta chiarissima e molto analitica su questa ingarbugliatissima materia, che anche solo per amor di verità dovremmo leggere (è appena comparsa in editoriale di “Affari Italiani”, 15/11/2018): per leggere clicca qui
  1. Alcuni lettori mi hanno segnalato che era difficile trovare, qui o altrove, il link per firmare l’appello di Italia Nostra Basta condoni, le cui adesioni stanno nel frattempo crescendo. Eccolo di nuovo cliccando qui

 

 

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