Progetto per violare ogni vincolo: diritto, etica, logica – di Roberta De Monticelli

lunedì, 16 Marzo, 2026
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L’articolo, uscito su “il manifesto”   (15 marzo 2026), si occupa di questo strano “illuminista oscuro” che si aggira per il mondo e sbarca a Roma con la sua dottrina dell’Anticristo, Peter Thiel. Si può anche scaricare in pdf qui, con l’intero giornale che contiene altri articoli sullo stesso tema.

Un illuminista oscuro si aggira per il mondo tenendo lezioni sull’Anticristo e sulla sua prossima venuta. Si chiama Peter Thiel e tutti ormai ne hanno sentito parlare: terrà il prossimo ciclo di lezioni a Roma dal 15 al 18 marzo, non all’Angelicum come si credeva, perché la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino ha smentito di averlo invitato – oscuro resta anche dove le terrà. In realtà il copyright dell’ossimoro “illuminismo oscuro” è del filosofo Nick Land, che ha dato questo titolo a un suo libro in cui “sistematizza” una gran quantità di bui concetti emersi dagli abissi mentali e digitali della galassia neo-reazionaria e filotrumpiana, una delle cui stelle nere è Curtis Yarvis, definito da alcuni l’intellettuale organico dell’attuale Casa Bianca, e un’altra, appunto, Peter Thiel: più noto come ideatore, assieme a Musk, di Paypal e come fondatore di Palantir, l’azienda che sviluppa software di analisi dei dati utilizzati da governi, intelligence e apparati di difesa – e aiuta Israele nel genocidio, come appare dai report di Francesca Albanese.

E cos’ha da dire, Peter Thiel, sull’Anticristo? Lo ha riassunto alla perfezione su questo giornale Guido Caldiron, recensendo il libro di Luca Ciarrocca L’anima nera della Silicon Valley (Fuoriscena). «L’Anticristo tornerà sfruttando la paura dell’Armageddon, o di una crisi imminente, per consolidare il controllo politico e imporre un “governo mondiale”» (il manifesto, 4 marzo). E questa è la sola cosa chiara, nella sua brutale semplicità, che emerge dall’oscurità profonda, più ancora logica che morale, di questo movimento che chiamano ”Illuminismo” solo perché esalta la tecnologia informatica e ne rivendica orgogliosamente la volontà di potenza, al punto da essersi guadagnato l’appellativo corrente di tecnofascismo. Per il resto, con la luce della ragione pratica e di Kant questi Trasimachi della Silicon Valley (giunti alla conclusione che la libertà transumana, quella di diventare immortali e di colonizzare Marte, non è più compatibile con la democrazia) hanno a che fare quanto i programmi della filosofia postmoderna in auge nelle università americane dove alcuni di loro hanno studiato: Derrida, Deleuze, Guattari, Lyotard, l’ombra di Nietzsche. Cioè meno che zero. In compenso, Peter Thiel ha una curiosa versione dell’Anticristo: figuratevi che somiglia a Greta Thunberg. Anzi sono tre le ideologie che sostengono questa modernità “decadente”, che va bombardata realmente e metaforicamente, perché la guerra è tornata ad essere l’igiene dei popoli e il bellissimo azzardo che risveglia dal sonno del declino. Sono l’ecologia, la Sharia e lo stato comunista totalitario. Ditemi voi se non assomiglia a un Cerbero più che all’Anticristo: traducendo in linguaggio comune, possiamo immaginare che si tratti di bombardare la sinistra europea, l’Iran e la Cina, e pazienza se qui si fa una certa confusione fra le parole e le bombe vere.

“In tutto l’Impero Romano, uno solo è l’uomo libero : e sono io. Rallegratevi. Vi è arrivato alla fine un imperatore ad insegnarvi la libertà… Ma che è mai dopo tutto, un dio, perché io debba desiderare di essere uguale a lui ? Quello che oggi io desidero è più su degli dèi. Voglio mischiare il cielo con il mare; confondere la bruttezza e la bellezza; far zampillare il riso dalla pena. Farò a questo secolo il dono dell’equivalenza”.

Ecco, tutto si chiarisce se lo guardiamo con gli occhi del Caligola di Camus, questo “pensiero” che rifiuta il dono dei vincoli, legali, etici e logici. In cambio ne riceviamo “il dono dell’equivalenza”. Ed è forse il solo punto che vale la pena di capire. Violare tutti i vincoli – del diritto, dell’etica – della logica – non è ancora abolirli. Per abolirli, e tornare allo stato pre-umano, o accedere finalmente a quello post-umano, occorre cancellare le distinzioni con le quali nasce o muore la nostra stessa mente: fra il vero e il falso, il giusto e l’ingiusto, la bellezza e il caos. Tutte le idee sono figlie di queste distinzioni. L’anima forse non è che respiro: ma senza idee, la mente non respira. Soffoca e muore. Eccolo, il dono dell’equivalenza. L’indifferenza. Con cui l’imperatore può passare dall’annuncio che la guerra è finita allo sterminio di sempre nuovi innocenti. Con cui dalle ossa frantumate di Gaza zampillerà il riso dei miliardari.

 

 

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