Mobilità dei docenti italiani: fine dei luoghi comuni

domenica, 11 Ottobre, 2009
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All’inizio di ogni anno scolastico ben un docente su quattro non lavora più nella scuola dove lavorava l’anno precedente, pregiudicando così significativamente la continuità didattica. E nella stragrande maggioranza dei casi la mobilità non è dettata dalla volontà degli insegnanti, ma dai meccanismi di assegnazione delle cattedre. Con una sorpresa ulteriore: con buona pace di chi vorrebbe far precipitare anche la scuola nel gorgo rivendicazionista delle presunte minacciate identità locali, la mobilità riguarda per oltre il 95% dei casi trasferimenti all’interno della stessa regione. Queste sono soltanto alcune delle notizie che emergono da uno studio, presentato il 9 ottobre scorso, della Fondazione Giovanni Agnelli, condotto a partire dai dati del Miur relativi agli anni scolastici 2007-2010, e parte del Rapporto sulla scuola in Italia 2010 che uscirà all’inizio del prossimo anno per gli Editori Laterza. Non perdete l’appuntamento.

Sul tema, è disponibile una sintesi, con grafici e tabelle, sul sito della Fondazione.

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