Siccome non si placano le polemiche sulla manifestazione del 25 aprile a Milano, riprendo qui questo articolo uscito su Africa ExPress, 26 aprile 2026
Le due bandiere sventolano insieme nel sole d’aprile, sembrano accarezzarsi, rischiano di aggrovigliarsi. Quella palestinese e quella di Israele. Cos’è, un film sull’epoca nuova seguita al day after della prossima apocalisse, atomica o convenzionale che sia, quando ci saranno eguali diritti per tutti, dal fiume al mare, e i due popoli convivranno in Palestina curandosi le profonde ferite, con fatica e con dolore, ma anche con un futuro finalmente davanti, dove uno dei due non conculchi più all’altro la vita, la memoria, la terra, la libertà e la speranza?
Macché. Sono solo io che, sospinta da decine di migliaia di festosi manifestanti, sono finita nei pressi della Brigata Ebraica. Non proprio dentro, ma un po’ dietro, dove campeggia lo striscione di una “Sinistra per Israele” che recita a grandi caratteri: “Due popoli, due stati”. Oddio, dove sia finita la terra per l’altro Stato non si sa, che quella che gli hanno lasciato non basta neppure a uscire in pace da una delle città palestinesi più aggredite ogni giorno, fra Tulkarem, Nablus, Jenin, Hebron, Gerico e Gerusalemme Est, per farsi un giro in campagna senza farsi massacrare.
Continua la lettura sul sito di AfricaExPress


Commenti recenti