Travaglio al Rubicone – secondo Corradino Mineo. Di Giacomo Costa

mercoledì, 19 Agosto, 2026
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Cosa vuol dire essere putinisti, per chi lancia questa accusa? Quali sono  i capi di imputazione? Prendendo a prestito (e pretesto) un recente e fervente  J’Accuse di Corradino Mineo (vedilo qui), questo breve saggio che riceviamo e volentieri pubblichiamo risponde a una domanda che si fanno in molti – e magari non osano chiedere risposta. 

L’articolo di Mineo, pubblicato sul suo blog di Substack l’8 Agosto, ha un titolo inequivocabile: una critica alle posizioni non di Emmanuel Todd, né di Jeffrey Sachs, e tanto meno di John Meirsheimer, né del simpatico, mitico intervistatore settimanale di quest’ultimo, Judge Andrew Napolitano: ma di un modesto giornalista, Marco Travaglio, sulla guerra Ucraina-Russia. Un giudizio spiccato da Mineo dall’altezza della cattedra del suo blog e senza appello: Travaglio “ha attraversato il Rubiconeâ€. Ѐ ormai putiniano! Molti hanno accolto con sollievo lo scritto di Mineo, che avrebbe chiarito la posizione e il ruolo dell’infame direttore del Fatto Quotidiano una volta per tutte.

Come è noto, ci sono due teorie sulla natura della guerra Ucraina-Russia. Secondo alcuni, la guerra sarebbe l’esito di un processo che iniziò una trentina d’anni fa negli Usa, il programma di espansione a Est della Nato. I due avversari principali sarebbero gli Usa e la Russia; comprimari Ucraina e UE. Scopo di questa lunga manovra avvolgente: ridurre la Russia ad una potenza di second’ordine infliggendole una schiacciante sconfitta militare, dalla quale sarebbero seguiti un cambio di regime interno e forse anche il suo smembramento. Questa teoria ha diversi sostenitori intellettualmente rispettabili, come i quattro nominati sopra, tre dei quali sono americani. E vi aderisce anche Travaglio. Qui starebbe la sua colpa, per questo sarebbe diventato ‘putiniano’. Secondo altri, la guerra non ha alcuna fase di incubazione e inizia con l’invasione dell’esercito russo iniziata il 24 Febbraio del 2022, dando luogo ad un conflitto tra esercito ucraino e contingente russo, nel quale è emerso (oltre all’eccellente preparazione dovuta ad anni di addestramento ad opera della Nato) il fulgido eroismo dei soldati ucraini; ben meritevoli dunque di tutti gli invii di armi e denari degli europei occidentali; comprimari gli Usa e l’UE. La causa di questo proditorio attacco sarebbe l’ambizione di Putin, il presidente della Repubblica Russa, di ricostruire un’unità territoriale corrispondente all’antico impero zarista: a quei tempi infatti il territorio ucraino era parte di quell’Impero.

Le due teorie hanno implicazioni politiche diverse: secondo la prima, le richieste della Russia sono giustificate e i negoziati di pace dovranno tenerne conto; secondo l’altra, poiché le richieste della Russia sono totalmente ingiustificate, di fronte all’aggressione non c’è niente su cui si possa negoziare. Si dovrà combattere sino alla sconfitta della Russia. Questa prospettiva presupponeva, nel 2022, che le truppe russe si potessero respingere entro i loro confini nel giro di pochi mesi. Ed in effetti nel 2022 la pessima prova del contingente corazzato russo inviato a conquistare Kiev così aveva indotto molti a pensare. Come non ricordare le dichiarazioni  di Mario Draghi, allora Presidente del Consiglio, nel 21 Settembre del 2022 all’Assemblea dell’ONU. Parole memorabili:  “Le sanzioni che abbiamo imposto a Mosca hanno avuto un effetto dirompente sulla macchina bellica russa, sulla sua economia. La Russia fatica a fabbricare da sola armamenti di cui ha bisogno poiché trova difficile acquistare il materiale necessario a produrli. Il Fondo Monetario Internazionale prevede che l’economia russa si contragga quest’anno e il prossimo di circa il 10% in totale a fronte di una crescita intorno al 5% ipotizzata prima della guerra. L’impatto delle misure è destinato a crescere anche perché alcune di essere entreranno in vigore nei prossimi mesi. Con un’economia più debole sarà più difficile per la Russia reagire alle sconfitte che si accumulano sul campo di battaglia“.

C’è anche da osservare che le spiegazioni della guerra, le previsioni sul suo esito, e le prescrizioni su come finirla sono, di per sé, indipendenti l’una dall’altra. Ma di fatto si presentano correlate. Chi   come Draghi aderisce alla teoria del revanscismo neo-zarista ritiene debole l’esercito russo e continua a credere che una vittoria dell’Ucraina sia alla portata del suo esercito, e che pertanto la guerra si debba prolungare fin quando questo accadrà: i negoziati avrebbero un esito ingiusto e inoltre non sono necessari a concludere la guerra perché la vittoria è conseguibile. Questo pensava Draghi a Settembre del 2022, come abbiamo appena visto, e,  come vedremo, questo pensava Zelensky nel Maggio del 2023.  Questa è tuttora (agosto 2026) la posizione della Commissione Europea, che ha appena varato il 21-esimo pacchetto di sanzioni alla Russia.

La prima parte dell’articolo di Mineo consiste nell’enunciare la sua piena adesione alla seconda   teoria. Ecco gli argomenti:

1)“[Travaglio] scrive che il 24 febbraio 2022 la Russia ha invaso l’Ucraina solo per ottenere l’autonomia speciale per il Donbas, prevista dagli accordi di Minsk, la rinuncia di Kiev alla NATO e la neutralità prevista dalla Costituzione del 1996. Ma io ricordo di aver sentito Putin il 21 febbraio 2022 dire che l’Ucraina non sarebbe mai stata né Nazione né Stato, solo un’invenzione di Lenin, Kruscev e Gorbaciov. E mi era apparsa evidente l’intenzione di annichilire quel paeseâ€. Che io sappia le richieste della Russia erano esattamente “solo†quelle, con l’aggiunta oggi dei guadagni territoriali che si dicono “ottenuti sul campoâ€. Il ricordo di un discorso di Putin del 2021 è un po’ miserevole come argomento, ma anche ammettendolo che da questo seguisse “l’intenzione di annichilire l’Ucraina†è un’illazione totalmente arbitraria. A questi modestissimi argomenti alcuni più valenti sostenitori della seconda teoria allegano uno apparentemente molto più forte: il famoso saggio storico scritto di suo pugno da Putin, che alcuni dei suoi primi lettori avevano annunciato si rivelava come il suo Mein Kampf. Dopo l’invasione del Febbraio 2022 si scatenò in tutto il mondo la caccia al paragrafo, al periodo, alla frase che contenesse il famigerato falso sillogismo attribuito a Putin che siccome l’Ucraina era uno stato recente e abborracciato, e gran parte del suo territorio era stata da tempo immemorabile russa, allora la Russia attuale doveva o almeno poteva farne un boccone. Ma nessuno l’ha trovato.

2) “Ricordo poi il Memorandum di Budapest del 5 dicembre 1994, cofirmatari Stati Uniti e Regno Unito, con cui l’Ucraina cedette alla Russia 1900 testate nucleari in cambio  dell’impegno a rispettarne autonomia e i confini fissati nel 1991. La Russia ha violato quell’intesa annettendo la Crimea nel 2014 e poi invadendola.†Mineo non ricorda che l’impegno era esplicitamente condizionato all’osservanza della neutralità dell’Ucraina.

La seconda parte dell’articolo di Corradino è la più difficile da riassumere. Essa è forse una breve rassegna dello svolgimento della guerra dal 2022 sino ad oggi, ma la narrativa è costruita con citazioni da Travaglio, alcune delle quali sono al contempo duramente criticate, sicché è difficile da comprendere e da sintetizzare. Ci tento: dopo il primo tentativo di invasione e di arrivare coi carri armati a Kiev, l’esercito russo è costretto a ripiegare, ma poi viene rinforzato triplicando i suoi effettivi. Gli ucraini compiono efficaci azioni di disturbo per terra e per mare, mentre l’esercito russo dà continue impressionanti prove della sua inefficienza. La “contro-offensiva ucraina†del 2023 viene ricordata ma trattata come un episodio di nessuna importanza. La dichiarazione di annessione di quattro regioni (“oblastâ€) dell’Ucraina orientale prima ancora di averne rimosso le truppe ucraine mostra solo il velleitarismo dei comandi russi. Trump, quando rientra in carica, vede la difficoltà dei russi, e cerca di promuovere dei negoziati e al contempo di accordarsi con Putin per spartirsi se non l’Ucraina almeno le sue ricchezze minerarie. Non è chiaro e Mineo si aspetti una nuova contro-offensiva ucraina.

Certo questo resoconto di quasi 4 anni di guerra, anche ammettendo che dovesse essere molto sintetico, non è molto soddisfacente. L’enorme fronte su cui si dispiegano le truppe di entrambi gli eserciti si è gradualmente spostato verso ovest. La contro-offensiva del 2023 è un evento particolarmente importante per due motivi: uno, certo, perché è fallita (Mineo non lo riferisce); ma anche, due, perché ha segnato un estremo nell’intensità della gestione americana delle truppe ucraine, guidate da istruzioni americane capillarmente e minuto per minuto. Come se gli americani avessero giocato a teleguidare soldatini con le truppe ucraine. (Anche di questo Mineo non parla.) Eppure molte rosee aspettative si erano formate sulla contro-offensiva. Ad esempio il 14 Maggio 2023, dopo una visita al Papa, che si era offerto per una mediazione, Zelensky dichiarò orgogliosamente: “Non sono disposto a parlare con Putin, un piccolo leader che uccide anche la sua gente. La soluzione per l’Ucraina è la contro-offensiva: quando saremo al confine con la Crimea, il sostegno a Putin all’interno della Russia diminuirà e lui dovrà trovare una via d’uscitaâ€. Appare in questa dichiarazione, anch’essa memorabile, il sogno della vittoria e dell’eclissi di Putin in un cambio di regime.

Ѐ molto probabile, d’altra parte,  che l’andamento e l’esito della contro-offensiva abbia indotto gli americani a una valutazione più realistica della consistenza delle truppe russe. Con l’arrivo di Trump inizialmente l’assistenza militare e soprattutto satellitare americana non si è interrotta, ma vi è stato un avvicendamento nel gruppo culturale che guidava la guerra. Sotto Biden, si trattava dei neo-con, ansiosi di distruggere la Russia vista come il nemico definitivo degli Usa, l’ultimo residuo dell’Unione Sovietica da estirpare; ma Trump ha portato al governo i Maga, per i quali la Russia non è il male assoluto. Perciò il nuovo governo americano pensava che fosse possibile un negoziato tra Ucraina e Russia. Ma qui si sono opposti con sempre maggior determinazione i paesi dell’UE e il Regno Unito (fin nel discorso di Re Carlo il 29 Aprile c.a. a Washington), che sembrano avere più bisogno degli americani di un nemico finale. Ma allora anche maggior bisogno degli Usa per essere protetti! Se c’è un nemico finale, pur inventato, vi deve essere un protettore finale. La dipendenza dagli Usa si rafforza invece di dileguarsi. Sembra che il governo americano abbia deciso di lasciare la Russia ai paesi dell’Europa Occidentale per guerreggiarvi a loro piacere, a condizione che il proseguimento della guerra lo paghino loro.

La terza parte dell’articolo è dedicata alle prospettive future. Faccio una breve premessa. La situazione attuale è inattesa e allarmante: la Nato, dalla quale nel 2025 pareva che gli americani volessero districarsi, viene semmai rafforzata dalla piena accettazione dei paesi dell’Europa Occidentale di farsene carico. Questo nonostante gli Usa mostrino sfacciatamente di volersene servire per le loro avventure militari nel mondo, per le quali invocano la nostra collaborazione come doverosa gratitudine.  Questi paesi sono anche tutti sulla via di un riarmo imposto ma anche desiderato, mai seriamente pensato ma cospicuo. La loro dipendenza dagli Usa, tramite la Nato e nei rapporti unilaterali, semmai si rafforza. Molti aderenti alla seconda teoria, temendo di essere abbandonati dagli Usa, sono pienamente soddisfatti di questi recenti sviluppi. Con il loro massiccio riarmo, i paesi europei porteranno a termine il logoramento della Russia iniziato e proseguito dagli Usa sino ad ora.

Che dice Mineo, che ricordiamolo, è o era di sinistra, di tutto ciò? Mineo considera una realtà permanente l’accordo tra Usa e Russia che si era profilato nell’incontro al vertice tra Trump e Putin il 15 Agosto 2025 in Alaska: i due imperi vorrebbero, ritiene Mineo, spartirsi l’Europa se non il mondo in due aree di influenza. Non molto verosimile, se quasi tutti i paesi dell’Europa Orientale sono stati assorbiti sotto gli occhi sempre più allarmati della Russia nella Nato. Stranamente, Mineo pensa che la guerra Ucraina-Russia sia rilevante perché è stata l’occasione di un re-incontro tra Usa e Russia. Dal quale dovrebbe venire, come stava venendo nel 2025, la pace tra Ucraina e Russia, ma Mineo lasciato sfumare: “Oggi invece democrazia e libertà mi paiono in grave pericolo negli Stati Uniti e asservite in Russia da quella che chiamerei una ‘autocrazia mafiosa’. Di conseguenza ritengo utile dialogare con governi di centro destra come il francese e il polacco, di sinistra (qualunque cosa significhi) in Spagna e Regno Unito, e persino col governo federale tedesco di cui per primo temo il riarmo. Perché solo una rifondazione dell’Europa, partendo dai grandi Stati, potrebbe opporsi al disegno egemonico russo e americano. E, definendo una politica estera, sociale e di difesa europee, dialogare da pari con i paesi nel mondo che combattono “l’egemonismoâ€. Cina, Brasile, Sud Africa, Canada, per fare qualche esempio.â€

Questo pensiero è molto vago. Il problema è qui dell’identità dei destinatari di questi consigli di “dialogareâ€: i paesi dell’Europa Occidentale sono tutti convinti membri della Nato e della UE e certo non desiderosi di rimarcare la loro indipendenza dagli Usa! Sembra che il nostro Corradino lasci sfumare i suoi due argomenti, la guerra Ucraina-Russia e l’evoluzione dei rapporti Usa-Europa-Russia Occidentale. E la dura condanna a Travaglio, di cui per ¾ del suo scritto si era dimenticato? Quella resta: “Travaglio la pensa all’opposto [di me] ed è perciò un mio avversarioâ€.

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